Recensione a cura di Paolo "Grunja" B

AMON AMARTH WITH ODEN ON OUR SIDE: Che il Signore del Tuono sia risorto, dopo le due battaglie perse "Vs the World" e "Fate of Norns"? Spero di si, e spero di poter finalmente gridare al balcone che gli Amon Amarth siano tornati, magari consolidando questo soddisfacente album con un ennesimo disco di buona fattura. Pensavo, come molti, che gli Amon Amarth non fossero più in grado di produrre buon Viking Metal, pensavo avessero perso tutta la capacità creativa dimostrata in "Once sent from the Golden Hall" e la furia devastante nell'album "the Avenger".... invece.... non abbiamo fra le mani un capolavoro con l'elmetto cornuto, ma un album carino e, soprattutto, una band che finalmente sale in termini qualitativi, mentre il mercato musicale metal sembra essere in ribasso. With Oden on Our Side propone sonorità che i fan si erano dimenticati, o meglio, sonorità addirittura mai sentite. La band di Johan Hegg (che sfoggia un Growl straordinario) propone pezzi dalla struttura quasi black come Runes to my Memory, pezzi che ricordano i primi album come Asator, canzoni che purtroppo seguono il viking deludente degli ultimi album come Gods of War Arise ed altre che, mai come prima, dimostrano di possedere un anima Doom come Prediction of Warfare. Non sarà l'album migliore degli svedesi, ma se siete fan della band, non potete perdere il ritorno dei cinque guerrieri.
VOTO: 7.5








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