Recensione a cura di Antonio "Anatas"

ARMORED SAINT RAISING FEAR: Uscito nel 1987, quest'album, ha segnato una delle pagine più belle dell'heavy metal classico, assieme ad Iron Maiden e, specialmente, Judas Priest. Questa band, molto probabilmente, non dice nulla, o quasi, a nessuno. Questo, perchè, ha avuto la "s"fortuna di essere annoverata tra il rooster dell'Elektra, famosa per avere sotto contratto i MEtallica (anzi, a tal proposito, gira una laggenda tra i metallari dell'epoca, ossia quella che avrebbe visto sfigurare letteralemtnte i Metallica dal vivo, che ebbero la "s"fortuna di condividere lo stesso palco con gli Armored Saint!). Ora, come spesso accade, bisogna fare i conti con la ruota della fortuna che, purtroppo, gira quasi spesso e volentieri verso chi non se la merita affatto... a buon intenditor....
Ma, parliamo dell'album e della band. Per ciò che concerne quest'ultima, la prima cosa che balza agli occhi, è la presenza, in essa, del carismaticissimo singer, dall'ugola d'oro al "vetriolo", John Bush, famoso per aver ricevuto la corte da parte dei Metallica, perpiù di una volta (aò quale ha sempre risposto col due di picche, fedela alla causa degli Armored Saint). Lo stesso Bush che, in seguito, diventerà vocalist degli Anthrax, con i quali inciderà dei fantastici album; band, dall'animo ipocrita e fariseo, la quale caccerà Bush, in maniera davvero schifosa, andando a ri-arruolare qualla mezza calzetta "morto di fame", di Belladonna. Ma questa è, purtroppo, un'altra storia, che vede sempre come protagonista, lo schifoso dio Danaro. Vabbè... dannazione!
L'altro membro che spicca è il genio del basso Joey Vera, il quale, poi, diverrà famoso assieme ai Fates Warning, per poi passare tra le file degli Anthrax (pure lui!). La band, alla fine, non godrà di ottima sorte, visto che, dopo una manciata di album sarà costretta a sciogliersi, anche a causa di una pessima promozione fatta dalla stessa casa discografica. Ok, ma: l'album? Beh, questè è semplicemente spettacolare! Ragazzi, non c'è storia, credetemi! Altro che Priest o Maiden! Questi qui, fanno davvero il culo a tutte le bands, o pseudo tali, che, all'epoca, spadroneggiavano nel genere. E non lo dico tanto per dire. Ascoltate la titletrack, nonchè, opener del disco, dove un giovanissimo John Bush spara acuti sin alla vetta del cielo e dove l'axeman Dave Prichard (un auttentico mostro) sfodera un riffing e degli assoli dannatamente siderali! Non c'è storia! Quest'album è il metal! A canzoni tiratissime, si alternano pezzi più lenti sorretti da dei mid tempos rocciosi (da ascoltare Out On A Limb), per far strada a pezzi più melodici ed emozionanti (a tal proposito, segnalerei Book Of Blood). Che dire: di anthem ce ne sono (su tutte, la speed-anthem "Underdogs"), roba da urlarle a squarciagola ai concerti, roba da farsi sentire "from here to eternity" (Iron Maiden , docet) e, quindi, se volete un cosiglio e se amate davvero l'heavy metal, quello vero, degli anni ottanta (quello suonato e cantato coi controcazzi sin sulla gola, tanto per intenderci), beh, allora, DOVETE, avere quest'album, altrimenti..... datevi pure a truzzolandia. VOTO: 8.5








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