Recensione a cura di Antonio "Anatas"

ANNIHILATOR NEVER NEVERLAND: Gli Annihilator, pur passando sempre sotto l'onnipresenza di Jeff Waters (non per nulla son definita la band "a porte girevoli" per antonomasia), son riusciti a dar vita ad un thrash che, Satana mi consenti, in Paradiso, e lì solo, i pochi metallari che ivi finiranno, potranno godersi ad vitam. Questo capolavoro del thrash metal, uscito subito dopo l'esordio pirotecnico "Alice in Hell" che scosse mezzo pianeta, peggio del più terribile Tsunami, è riuscito ad arrivara, laddove, AIH non potè. Vuoi per mancanza di budget, vuoi per mancanza di idee (siam pur sempre aglii esordi) e, infine, vuoi per cazzi che qui non ho intenzione di star a discutere. So solo che questo CD, non appena lo ascoltai, ebbe lo stesso effetto che mi scatenò di "Alice...": acquisto a scatola chiusa. Stop. Pago. Corro a casa (aehm... nel treno...) e infilo in Cd nel lettore. Beh, a parte la prima canzone "The Fun Palace" che ripercorre, nel riffing, nel break e, cazzo, nei solos, fedelmente il capolavoro "Alice in Hell", le altre songs sono la vera bomba ad orologeria. bomba innescata e pronta all'esplosione atomica!
Effettivamente, il buon Jeff, non avrà voluto rischiare e, credo, avrà rirpoposto una spcie di "Alice part. II" come intro. Questo per non deludere i vecchi fans. Poi, si è dato alla pazza gioia e all'inventiva che, solo un genio malato come lui, poteva fare. I riffs di chitarra sono qualcosa che somiglia ad un labirinto intricatissimo, laddove si laternano stacchi melodico-acustici davvero perfetti. L'album gioca attorno al thrash violento-tecnico e melodico. Cazzo, c'è tutto! non parlo degli assoli, perchè, se avete amato il debutto, qui, eiaculerete all'istante. Ulteriori plausi alle sezioni ritmiche (basso & batteria): mostruose! Sembrano danzare assieme al resto degli strumenti. Ultima nota, il cantante. Si concede acuti terrificanti ma, questa volta, abbandona la voce satanica che caratterizzava tutte le canzoni di "Alice in Hell", concedendosi alla voce pulita e, così, ogni tanto, per non anniarsi troppo, tra un acuto e l'altro, ti mena un mezzo growl.
Da segnalare, pour finir, la splendida title-track, ottimo ibrido tra metal-thrash e intrecci acustici, che si alternano per tutta la sua durata. Forse la track più bella degli Annihilator in assoluto, laddove tutti i componenti ai rispettivi strumenti si superano, deliziandoci il palato, ora con la violenza, ora facendoci credere che stanno suonando una ballad... sono pazzi! Chiude in bellezza la furiosa "I Am in command". altro da dire? Si: THRASH NEVER DIE!
VOTO: 10








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