Recensione a cura di Andrea "Thy Destroyer"

AVANTASIA THE METAL OPERA: Un progettino ambizioso, quello messo in piedi dal buon vecchio (si fa per dire) Tobias Sammet, cantante e deus-ex-machina dei tedeschi Edguy. Il disco in questione si propone, infatti, di narrare una saga fantasy tramite i vari personaggi che la animano, qui interpretati da una serie di ospiti di tutto rispetto. Partiamo con la lista dei cantanti: Tobias Sammet (ovviamente, altrimenti che senso avrebbe avuto se non fosse comparso lui?), Kai Hansen (Gamma Ray, Ex-Helloween), David DeFeis (Virgin Steele), André Matos (Angra, Shaaman, Virgo), Oliver Hartmann (Ex-At Vance, Genius), Sharon Den Adel (Within Temptation), Rob Rock, Ralf Zdiarstek, Timo Tolkki (Stratovarius) ed Ernie (un fantomatico personaggio misterioso che si scoprirà essere nient'altri che Michael Kiske sotto falso nome…). Per quanto riguarda i musicisti abbiamo anche qui una serie di nomi illustri del panorama metal mondiale. E via con un altro elenco della spesa: Henjo Ricther (chitarra, Gamma Ray), Markus Grosskopf (basso, Helloween), Alex Holzwarth (batteria, Rhapsody, Sieges Even), Tobias Sammet (tastiere e orchestrazioni, Edguy), Norman Meiritz (chitarra acustica), Frank Tischer (piano), Jens Ludwig (chitarra, Edguy). Venendo al merito delle canzoni, ci si trova davanti ad un ottimo disco, power fino al midollo e senza la minima intenzione di nasconderlo. Quindi, il primo consiglio che do è il seguente: chi non ama queste sonorità stia lontano a priori da questo lavoro. Il secondo consiglio, invece, è quello di ascoltarlo più volte perché, se all'inizio può sembrare un disco banale e anche abbastanza scontato, dopo ripetuti ascolti, non sembrerà più così. Le tracce che vanno sicuramente evidenziate sono sicuramente "Farewell", col suo ritornello da osteria che vi si stamperà in testa sin da subito e "Avantasia", con una prestazione di Michael Kiske (o Ernie, se preferite…) veramente da pelle d'oca. Insomma, molti definiscono questo album il terzo capitolo della saga del "Keeper Of The Seven Keys", ancora più legittimo di quello che è uscito poco tempo fa proprio ad opera degli Helloween. Io non lo ritengo così un capolavoro, ma sicuramente ammetto che è un disco piuttosto piacevole che scorre via in modo facile e si lascia apprezzare. Un applauso va al mastermind del progetto, Tobias Sammet, che si deve essere sbattuto non poco a realizzare tutto ciò.
VOTO: 8








Homepage