Recensione a cura di Paolo "Grunja" B

AA.VV. METAL MASSACRE VOL. 1: E' bello ascoltare queste vecchie compilation dei primi anni ottanta, vecchie glorie del metal che fu: ancora incerto nei suoi caratteri, nei suoi connotati, ancora poco aggressivo (ma già maledettamente violento per la velocità dei primi anni ottanta), ancora figlio dell'Hard Rock Zeppeliniano o del Metal Priestiano o del Punk/Metal Motorheadiano. Metal on the Road, grezzo, che puzza di asfalto, che ricorda Harley Davidson nude come ragazze generose. Metal ai primi passi, che non riesce ancor a camminare in piedi, ma avanza gatton gattoni. Questo è il metal massacre. Il primo volume delle compilation distribuite dalla Metal Blade Records. Delle 9 bands partecipanti a questo primo volume del progetto, solo una diventerà celebre: i Metallica, con la prima versione di Hit The lights, in cui partecipano il bassista Ron McGovney e il chitarrista Llyod Grant. Sebbene i Metallica siano diventati una delle formazioni più celebri della storia del Rock (nel bene o nel male), mi duole ammettere che la loro Hit The Lights è ancora immatura e che non merita di essere il motivo dell'acquisto di quest'album: le altre bands, certamente meno famose (Black 'n Blue, Malice, Pandemonium, Demon Flight) propongono pezzi allo stesso livello di immaturità della band di Hetfield. Le uniche bands che mi hanno colpito sono state tre: I Bitch, con Live for the Whip, in cui canta una grintosa cantante; la bella Octave, pezzo strumentale degli Avatar e Death of the Sun dei Cirith Ungol. Consiglio di comprarlo? Si, almeno per avere una consapevolezza del punto di partenza dell'Heavy Metal, e magari fare qualche confronto con il Metal del nuovo millennio. Per il resto, è come rispolverare un vecchio scatolone di giocattoli dalla soffitta: passerete qualche oretta immersi nella vostra infanzia, ma il giorno dopo vi romperete i coglioni e giocherete alla playstation 2. VOTO: 6.5








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