AA.VV. TRIBUTO AI JUDAS PRIEST GRUPPI SPAGNOLI: Da grande appassionato dei Judas quale sono, ho deciso di analizzare cosa offre la musica iberica e, soprattutto, con quanta fedeltà siano stati riprodotti i Judas Priest. Diciamo che è stata introdotta molta innovazione. Come sempre, si discute se l'innovazione sia un bene o un male, in quanto secondo alcuni, darebbe nuova linfa vitale al genere (vero), secondo altri, l'innovazione uccide il Metal, privandolo della sua anima (spesso vero). Fra i due focolari, chi ha ragione? Ascoltando questo Tributo, entrambi. Innanzi tutto mancano dei classici, che si potevano benissimo inserire nella "scaletta" come Tyrant, the Green Manalishi (è già cover, lo so), Dissident Aggressor, Diamonds and Rust (questa mancanza è grave), Beyond the Realms of Death (manca la più bella ballad scritta dalla band), Hell bent for Leather, a Touch of Evil eccetera et cetera. Invece abbiamo united riprodotta dai Sober (canzone molto ambigua che non piace a tutti i Fans, meglio non metterla come prima traccia); You've got another thing comin', riprodotta dai Baron Rojo, buon lavoro; una victims of changes fatta malissimo dai Not for Us; electric eye fatta dai Muro, okaaaaaay; Hell Patrol fatta dagli Avalanche, ottima!!! Hard as Iron offerta dai Pilt, insomma...; Never Satisfied fatta dagli Armored Saint e ogni lavoro degli Armored Saint è insindacabile; Breaking the Law fatta dai Berri Txarrak, irriconoscibile e patetica; Painkiller fatta dai Saratoga, un'ulteriore dimostrazione che nessuno, tranne i Judas Priest, può riprodurre Painkiller; la discreta Love bites fatta dai Maria del Mal; Rocka Rolla, riprodotta bene dai Caskarabbias; The rage, buon lavoro fatto dai KTULU; THe sentinel, una delle più belle canzoni dei Judas, rispettata dai Su Ta Gar; Out in the Cold, canzone non proprio necessaria, proposta dagli Hamlet; e per finire, Turbo Lovers strumentale suonata dai Sidde Effects. Quest'ultima da evitare. Nel complesso, un lavoro discreto, ma non particolarissimo. VOTO: 7