Recensione a cura di Antonio "Anatas"

ARACHNES IN PRAISE OF SCIENCE: Apocalypse mi aveva terribilmente schifato. E, questo "In Praise of Science" non è che mi faccia un effetto diverso. intendiamoci: la band, questa volta, ci propone un power metal intriso di tinte progressive i cui testi sono incentrati sulla conoscenza dell'ego, di ciò che ci circonda e, quindi, della conoscenza e della scienza. Vabbè. Diamogli la palma all'onore per non aver costruito liriche idiote e tipicamente power. Detto questo, devo dire che, la cosa che più mi disturba è, sicuramente, la penosa voce del singer Enzo Caruso. Mi spiace ma, a me, fa decisamente schifo. E, in effetti, i brani più schifosi sono proprio quelli cantati, ad eccezione degli episodi più melodici laddove il cantante non sfodera quei suoi noiosissimi acuti da castrato, ovvero "Dark side of my Mind", le stupende strumentali "First Movement", "Second Movement" e "Third movement" (evviva l'originalità!) e la struggente ballad pianistica "A Secret Sky", laddove fa da padrone il tastierista, nonchè ratello, Franco Caruso. Il resto dell'album è terribilmente piatto, monotono e brutto come la morte, risultando pesante da ascoltare e noioso a causa del cantato che, a me, fa venire la cacarella. Discorso a parte merita il resto della band che fa decisamente bene il suo lavoro. Se amate le classiche sonorità power-prog allora smanierete per questo lavoro simile e mai difforme al resto del piattume generale power-prog. il resto del mondo, invece, farebbe meglio a starsene alla larga.
VOTO: 6.0








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