Recensione a cura di Paolo "Grunja" B

BATHORY HAMMERHEART: Anatas mi ha incuriosito parecchio con i Bathory. Oddio, avevo ascoltato già la canzone Blood Fire Death e, devo ammetterlo, mi ha lasciato parecchio perplesso. Partivo da questo presupposto: se la celebre canzone della band di Quorthon (RIP) non mi è piaciuta, perchè dovrebbe piacermi l'album successivo, questo Hammerheart? Ad un primo ascolto, ritenevo che le mie considerazioni erano fondate. Ma come canta questo qui? Ma come suona questo qui? Ma che merda di sound è, questo? Questo sarebbe il viking metal? Dov'è la furia dei guerrieri normanni? Bah....
Dovevo andare a fare la pipì, perciò mi concentrai con l'annaffiatoio in mano a mirare con precisione il cerchio, come nei tiri liberi. In quel frangente, come per magia, le canzoni di Hammerheart ritornarono magicamente nella mia testa, facendomi perdere la concentrazione. Cazzo, dissi fra me e me.... che risultato ipnotico. Perciò sono tornato nella mia stanza e ho rimesso l'album in analisi: però, che atmosfera.... è vero che le canzoni mancano di furia: il tempo è quasi sempre lento, la produzione fa schifo, Quorthon non sa cantare e dubito che sappia suonare la chitarra come Steve vai. Tuttavia, lo scopo del disco è quello di trasportarvi nello scenario epico del Valhalla, non in quello bellico. Onnipresenti i cori, le melodie, la profondità, la storicità (mamma che termine), il fascino del passato scandinavo. Un metal così semplice, eppure così capace di trasportarvi nel lato più coinvolgente della storia e del pensiero vichingo. Niente "ditruggere i nemici, violentare le loro donne, bruciare i loro villaggi". Avete sbagliato album. Quorthon è un cantante mediocre. Anzi, non sa cantare proprio. Ed è questo il bello: il guerriero armato di spada e scudo non farà mai acuti da Turilli, ma canterà come Quorthon. Hammerheart è davvero emozionante: potrebbe essere la colonna sonora di un film di carattere epico.
Il grande neo di quest'album, però, è proprio il suo spirito: per comprendere quest'album, l'ascoltatore deve chiudere gli occhi e immedesimarsi in un barbuto paesano di un villaggio nordico, pronto a combattere, pronto a morire per essere accolto nel valhalla: luogo mistico narrato dagli anziani del villaggio. Naturalmente, tutto questo affrontando l'invincibile timore della morte e tremando al pensiero dell'incertezza su come avverrà la sua fine. Questo complesso pensiero non è da tutti. Coloro che ascolteranno quest'album analiticamente, con lo sguardo attento dell'anatomista e del chimico, non lo apprezzeranno. Un album perfetto solo per coloro che riusciranno a capirlo. VOTO: 8.5








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