Recensione a cura di Antonio "Anatas"

ASTRAL DOORS EVIL IS FOREVER: 2005, Welcome "Evil is Forever", secondo disco degli Astral Doors. Disco che non delude le mie aspettative (che culo!), anche perchč, mi sono affidato alla mia regola satanica, ossia: bella copertina=bell'album. L'intro, "Bride of Christ", da sola, vale l'album. Il disco č lievemente superiore al suo predecessore "The Son and the Father", per via di alcune sperimentazioni e, soprattutto, perchč č pių "metallaro" dentro (quindi, meno power), pių roccioso e cattivo.
Gli episodi pių power non mancano, ma tendono ad essere confinati in un ruolo marginale, mentre risultano pių belli gli esperimenti rockeggianti di "From the cradle to the Grave", nonchč, quelli folkeggianti di "Stalingrad". La voce del cantante (bravissimo), č davvero incazzata. I chitarristi arrapati fin'allosso, assieme alla sezione ritmica. Formazione davvero brava, che mi fa esaltare nella song "Fear in their Eyes" e, soprattutto, in "Lionheart", introdotta da un arpeggio che poi esplode in un riffone dal "cuore da leone". Le canzoni sono tutte belle che sugellano un gran bel lavoro, valido dall'inizio fino alla fine.
Speriamo in bene anche per il futuro. Acquisto vivamente consigliato.
VOTO: 8.5








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