Recensione a cura di Antonio "Anatas"

ANATHEMA ETERNITY: Un disco, un'eternità. E la recensione si conclude con queste quattro parole. Perchè "Eternity" non è un semplice album. E' di più. E' l'album che ti trascina in momenti ora soavi e immersi di malinconiche melodie trascendenziali ("Angelica" è monumetale e l'intro, la magnifica pianistica "Silent", da sola, vale l'album). Eternity è sofferenza ("Hope", "Far Away" e la trilogia "Eternity" part. I, II, III). Eternity è psichedelia. Eternity.
Cambi di tempo improvvisi, stacchi metallici, momenti meditati ed acustici, melodie sognanti, assoli suadenti, voce strozzata, sofferente, maliconica, piangente. Questo è Eternity. Come un angelo alla finestra, con la sua luice fioca. L'angelo che ti osserva e non parla. Ma che puoi ascoltare solo se sei solo con i tuoi pensieri. Un disco che definire capolavoro è, realmente, riduttivo.
VOTO: 9.0








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