Recensione a cura di Paolo "Grunja" B

BEHERIT DRAWING DOWN THE MOON: Devo piantarla con il Black Metal: ultimamente sto concentrando il mio udito solo ed esclusivamente alla nera fiamma. Comunque la recensione introduce ai lettori di U'Chiumm Webzine i Beherit, esponenti del movimento Black finlandese e di una specie di lite fra il movimento Black norvegese e finlandese. Quest'album sarebbe il secondo della loro carriera, sebbene il precedente album, Oath of Black Blood, è solo una raccolta delle prime demo della band. Molti ritengono che quest'album sia il migliore della band (può darsi), ma anche uno dei migliori nella scena black finlandese (probabile... ma non credo) e addirittura del Black Metal in generale (eeeeeeeee!!!! Stiamo esagerando!!!). Analizziamo il sound dell'album: innanzi tutto, ci sarebbero tre categorie in cui inserirlo: Raw Black Metal, Avant Garde Metal e Blackened Doom Metal. Preferirei, sinceramente, inserirlo nella terza: sebbene sia evidente la struttura Raw, con la sua produzione minimalissima (sezione corde totalmente in secondo piano, lontanissime rispetto alla voce); sebbene ci siano anche elementi Avant Garde come l'uso "ambient" delle tastiere per inserire una desolazione spaziale, galattica (già la copertina lascia presagire l'atmosfera di fredda umidità dell'Outer Space); le canzoni sono di una pesantezza incredibile (tranne Salomon's Gate, l'unica che preferisco), troppo spesso lente ed asfisianti, condite con sussurri sgraziati. Che dirvi... l'album è pesantissimo. Troppo lento, troppo vuoto, troppo minimale, troppo controcorrente, troppo. VOTO: 6.5








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