ANNIHILATOR CRITERIA FOR A BLACK WIDOW:
Quest'album è malato proprio. No, sul serio. E' davvero malato. O, meglio, Jeff Waters è schizzato completamente di cervello. Io non so cosa assi per la mente di quell'individuo ma,
ogni volta che da alla luce un nuovo pargolo, non sai mai cosa aspetarti. Ovvero: capolavoro e megacagata? Beh, in verità, dopo i primi tre album, mi aspetto sempre meno
il "capolavoro". Ovviamente non son gradite merde. Tuttavia, questo disco, seppur malato, suona onesto. E suona un bel thrash con tanti di controcazzi tecnici, laddove la voce
satanica e, a tratti, più melodica del singer, riesce a far confluire, nel platter, tanta di quella cattiveria da farlo sembrare davvero un disco dei tempi d'oro che furono
per la band con le porte più girevoli del pianeta. Sin dall'opener si capisce subito che, gli Annihilator, hanno deciso di spaccare alla grande: doppia cassa, riffs intrecciati
sino al midollo, assoli che stanno su un altro pianeta e singer satanico. Bello. Mi piace e godo come un diavoletto in clore. Momenti dannatamente thrash e calzanti si incrociano
a tempi più meditati e marziali e, ancora, ad episodi molto melodici. Il tutto senza mai scocciare nessuno. E così il disco ti accaompagna sino alla fine.
Lo ripeto: bello, bello davvero. Disco da avere.
VOTO: 8.0