Recensione a cura di Antonio "Anatas"

AXEL RUDI PELL BETWEEN THE WALL: A volte mi chiedo che male abbiano fatto certi chitarristi per essere rilegati in secondo piano o, addirittura, essere rilegati al pian terreno (per non parlare dei vai scantinati...). Perchè, un tipo come Malmsteen, scontroso e ciccione, che passa tutto il suo tempo a sfrecciare nelle sue diverse Ferrari, che ha una villa che, il sottoscritto, nemmeno tra 10 mila vite potrà permettersi, perchè, Dio mio, un tipo che non fa altro che clonarsi e autoclonarsi, debbe godere dei consensi e plausi positivi del pubblico, mentre, uno che fa la stessa ed identica cosa (con l'eccezione di non avere nè ville di lusso, nè, tanto meno, una Ferrari, nemmeno come modellino), debba essere considerato di Serie B?
Ma, misteri della musica.... fatto sta che, io, personalmente, di Malmsteen ho amato alla follia i suoi primi lavori... adesso, mi fa veramente vomitare.
Axel, invece, pur essendo ripetitivo alla noia, riesce ad entusiasmare in ogni suo lavoro, sia come estro chitarristico, sia nel songwriting. Per non parlare, poi, nella sua bravura nello scrivere ballads, l'una più bella dell'altra. In questo lavoro, uscito nel 1994 sotto mamma Steamhammer, il nostro biondo chitarrista ci delizia con una prova strumentale che ha del sovraumano! Ebbè, direte voi, chisenefrega! Lo so, rispondo io, lo so... ma se date un'occhiata al Cd, noterete come. in formazione, compaia il nome di un certo Jeff Scott Soto in veste di singer (una delle voci più belle del mondo), nonchè, un tal Jörg Michael, dietro le pelli (il quale, poi, emigrerà presso la corte di sua maestà Timo Tolkki, in casa Stratovarius. E, ho detto tutto....). Fanno, inoltre, la loro comparsa, rispettivamente, al basso e alle tastiere, Volker Krawczak e la miss Julie Greaux.
Ora: chi apprezza l'Heavy Metal (non il power moderno che tanto deve all'Heavy...), questo disco DEVE averlo tra la sua collezione, perchè è uno dei più belli nel suo genere, dove Axel si esalta in ogni canzone, dove Soto mostra che razza di ugola il Padre eterno gli abbia donato e, dove, Jorg Michael, sfodera una prova che, a dir maiuscola, è riduttivo. Il tutto, sapientemente sorretto dal bassista e dalla tastierista. Le canzoni sono una più bella dell'altra e, menzionarne una a caso, sarebbe una fesseria, perchè farei un torto alle sorelle. Azzarderei "Warrior", "Talk Of The Gun" (dove, la chitarra, sembra parlare!!!) e "Cry Of The Gypsy". Ciò non toglie che, le altre, sono oltre gli standard, per cui.... compratelo senza pensarci su due volte, dai! VOTO: 10








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