Recensione a cura di Antonio "Anatas"

BETO VASQUEZ INFINITY BETO VASQUEZ INFINITY: Album d'esordio per questa formazione Argentina che vanta come collaboratrice una certa Tarja Turunen. Uscito nel 2000, questo disco, altro on è che un piccolo clone del sound dei Nightwish più vicini a oi, ossia quelli dediti ad un power metal molto orchestrato avvulso da tinte gothic. E, devo dire, che il lavoro, nel suo complesso, è davvero ben confezionato. Molto orecchiabile e ben prodotto, alterna tracce soft e gothc a song pi energiche ma senza uscire troppo dagli stilemi che il genere stesso "impone". La voce della singer è paradisiaca all'inverosimile e, già nell'opener "Until dawn (angels of light)" Tarja da il massimo di se. E' presente anche una triologia ("Through Times", part 1, 2 e 3) nelle quali è possibile udire il suono di un flauto, davvero emozionante e soave; flauto che ci farà sognare lungo quasi tutto il percorso dell'album. L'uncio difetto è, purtroppo, la voce del signer maschile che è molto simile a quella del nostro Fabio Lione. Infatti, non appena lo si ode in "The Battle of Past", sembra di stare ad ascoltare i nostrani Rhapsody of Fire. Questa song, infatti, è l'unico punto debole dell'album. fortunatamente, i ragazzi si riprendono subito dopo fino alla fine, nella magica e conclusiva ballad "Promises Under the Rain" (inserita come bonus track). Album obbligato per tutti i fan dei Nightwish e, comunque, ascolto consigliato al resto del mondo.
VOTO: 8.0








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