Recensione a cura di Antonio "Anatas"

ARACHNES APOCALYPSE: Album del genere, nel 2002 non dovrebbero neppure essere pubblicati. Lo so, avete già capito. Quando inizio così, sto già per stroncare l'enesimo disco di power metal. Veramente, questo disco, non è propriamente power ma soffre della patologia di voler unire il power metal al progressive, cosa che fanno eocontinueranno a fare centinaia di migliaia di altri gruppi. L'album è incentrato su un concept (sai che novità) con la classica intro che, per non sembrare monotoni, è stata divisa in due tracce (evviva l'originalità!). Poi parte, finalmente, la canzone vera e propria e, lì, mi si accappona l apella: cantato castrato, tastiere che più power non si può, batteria-elicottero e, insomma, ogni sorta di cosa che farebbe vomitare il metallaro medio. Mi spiace dover stroncare un gruppo, specie se italiano ma, sfortunatamente, gli Arachens, solo in alcuni spunti riescono ad essere "leggermente" piùì originali (o, se vogliamo, meno clonatori), ovvero, in alcune parti è possibile udire un organo (sembra di essere in una chiesa!). Ma, l'influenza di altri gruppi power e prog (specie Dream Theater) è marcata ed evidente in più di un episodio. Tant'è che l'album stanca. E, ripeto, non è possibile nel 2002 (data di uscita del disco) dare alla luce dischi simili. Non si deve fare. Dvorebbe essere pena passibile di reato. Allorchè, mi comporterò a modo mio.
VOTO: 3.0








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