Recensione a cura di Paolo "Grunja" B

ARCH ENEMY ANTHEMS OF REBELLION: ESPERIMENTO #8: Confronto di due lavori degli Arch Enemy, Pre e Post Angela Gossow; si vuole dimostrare se sono vere le voci che girano sul declino musicale della band a causa della formosa biondona. Seconda parte dell'esperimento: Analisi approfondita del sound con la voce della biondazza tutta pazza. Molti apprezzano la Gossow, per la voce infernale che possiede, soprattutto i maschietti (si, ce ne usciamo con le chiacchere: che bella voce, che bella bocca, che bel cu..) Ma che volete da me, la sua voce non mi piace. Strozzata all'inverosimile e fuori posto da un'accompagnamento strumentale che si definisce Death per consuetudine, ma in realtà è Heavy Thrasheggiante. Angela Gossow e il suo vocione potrebbero andare per una formazione Grind, o Black, ma per il sound degli Arch Enemy no. Preferisco Johan Liiva, meno demonio, più incazzato, più arcinemico. Oddio, posso sbagliarmi, avendo esaminato per caso il migliore del periodo Pre Gossow e il peggiore del Post Gossow, ma ho dato una rapida occhiata ad altre webzine, e da wages of sin in poi le cose non vanno alla grande per la band di Amott. Non solo, molti vorrebbero che Amott riformasse i Carcass. Il sound è piatto, poco innovativo e soprattutto poco vario rispetto a Burning Bridges, vero capolavoro. Le canzoni sono troppo simili, ascoltate silent wars e saint and sinners, tanto per intenderci. Da We Will Rise in poi le canzoni sono tremendamente mediocri, fino a despicable heroes, sparatissima. Nel complesso prendono la sufficienza per un pelo, ma solo per la copertina con Cristina Scabbia sulla rivista francese Hard'n Heavy, veramente arrapante. VOTO: 5.5








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