Recensione a cura di Antonio "Anatas"

ANGELWITCH ANGELWITCH: Band portata avanti da Kevin Heybourne (chitarra e voce del gruppo), non ha certo avuto vita facile. Sia per la critica dei fans sia, soprattutto, per la spudoratezza della casa discografica diplagiare, nella produzione, quello che era all'epoca il osund degli Iron Maiden, tentando di far divenire la band una clone-band della vergie di ferro. Fortunatamente, Kevin, p un tipo che se ne strafotte ed pùè, soprattutto, una macchina sforna riffs heavy-metallari, dai quali possono dedursitutte le sue influenze sonore, spazianti dall'hard-rcok a quelle più sabatthiane ("Devils Tower). Come vece, poi, è uno in grado di sfornare una prestazione vocale da fare invidiaa molti dei singer oggi presenti sulla sce, castrati e cazzuti. Dura e rocciosa e, allo stesso tempo, stridula. Insomma: un mostro 8però, è simpatico....).
Ogni pezzo rende giustizia alla macchina crea riffs del guitar-singer, capace di creare dei capolavori nel loro genere, dalle tonalità che viaggiano tra quelle più classiche della NWOBHM ("Angel of Death, puro assalto metallaro!), a quelle più teatrali e drammatiche ("Atlantis" e "White Witch").
Un vero peccato che, pur avendo gettato, con questo fantaastico esordio, delle eccellenti basi per una prospettiva più che rosea, il gruppo, non abbia fatto parlare molto di se e potuto cstruire di più. e, per questo, li premio ancor di più!
VOTO: 9.5








Homepage