BioDiscografia curata da Antonio Anats



HELLOWEEN


Quella che sto per raccontarvi, non è la storia di una delle qualsiasi e migliaia di Power Metal bands che sovraffollano il panorama del genere, inflazionato e ridotto, ahimè, alla parodia di se stesso.
Purtroppo, si sa... si inizia col voler fare le cose per bene, in modo originale, creando uno stile personale... e, inevitabilmente, si finisce per creare qualcosa di mostruoso, venendo incolpati di quelle che poi sono le conseguenze che ne derivano (un po' com'è accaduto a Frankenstein o, anche, a Geppetto con Pinocchio... le intenzioni erano buone, sia nell'uno che nell'altro caso...).
La prima formazione, vede, assieme, Kai Hansen e un certo Piet Sielck, i quali formarono gli IRONFIST. Formazione, non stabile, tant'è che, Sielck, dopo un certo periodo, lascerà la band per formare i suoi IRON SAVIOR.
Assieme a Kai Hansen, si aggrega Michael Weikat. Da quel momento, ll nome della band muta deginitivamente, in quello che noi tutti conosciamo: HELLOWEEN!
1984: vengono registrati 2 brani per una compilation ("Death Metal"); il primo brano era un pezzo scritto da Weikath (Oernst For Life) l'altro una cover di Metal Invaders. Nel 1985 registrarono il loro primo mini lp, Helloween, contenente 5 brani. Sempre nel 1985 uscì il loro primo full length Walls Of Jericho seguito ad un ep contenente il brano che da anche il nome all'ep "Judas" e alcuni brani dal vivo.

HELLOWEEN - WALLS OF JERICHO - 1986 Quest'album, vede il debutto delle zucche di Amburgo, non ancora zuccherellose e allegre come siamo oggi abituate a vederle, ma, al contrario, incazzate col mondo e desiderose di far del male al loro prossimo. Inoltre, cosa mooooolto importante, lo stile musicale, col power metal, non c'entra una mazza! Infatti, tutte le songs. sono costruite basandosi su riff e tempi decisamente orientati verso uno stile più thrash-heavy! Insomma: io sconsiglierei a tutti gli amanti del power questo lavoro, perchè, di power, non c'è neppure l'ombra più fioca. Parlando delle singole tracce, invece, si denota come da esse traspaia una freschezze ed una ingenuità compositiva, decisamente sopra le righe. Si evince, soprattutto, la fonte di ispirazione del gruppo, ossia, gli Iron maiden, omaggiati (se non, addirittura, "plagiati"), in divrese song (alcuni riff, sebrano presi in prestito da diverse songs dei Maiden, com, ad esempio, 2 Minutes To Midnight.... Errori di gioventù!). La copertina stessa del disco, vede uno "pseudo-Eddie" sfasciare una muraglia... ebbene, stile molto diverso dall'odierno, dove sono le zucche a fare da padroni sui lavori, vero? Ok. ma l'album? Beh, l'album è, decisamente, strepitoso! Kai Hansen, oltre che chitarrista mostruoso ed estremamente versatile, si improvvisa addirittura cantante (dalla voce veramente orribile ma, che, tuttavia, con lo stile thrash-heavy delle canzoni, non stona affatto...). Le hit dell'album si chiamano "Ride The Sky" (già il nome dice tutto!), "Victim of Fate", How Many Tears", "Judas" (ripresa dallomonimo EP), "Metal Invaders" e, soprattutte, quella che sarà destinata a diventare l'anthem per eccezione nei gloriosi concerti dalla band, ossia la stupenda e meravigliosa (nonchè, superincazzatissimissima) "Heavy Metal Is The Law"! Le canzoni, si lasciano ascoltare tutte d'un fiato, senza mai annoiare l'ascoltatore. Tuttavia, l'unico punto debole dell'album, risiede nell'indegna e schifosissima produzione, qualcosa di davvero orrido e scabroso, come poche volte capita di ascoltare (ma, potrei soprassedere, anzi, lo farò. Questo, perchè, gli Helloween non erano ancora sotto l'attuale major, nè, soprattutto, disponevano di un budget dignitoso). Come dicevo, è, purtroppo, la produzione a non rendere giustizia ad un lavoro eccellente. Purtroppo... che ce voi fa! C'est la vie! .... Disco da avere assolutamente, consigliato a tutti i metallari, sconsigliato alla premiata ditta "dragoni & spadoni" che, scherzo del destino, devono agli Helloween gran parte dei loro successi.... VOTO: 9.0

KEEPER OF THE SEVEN KEYS, PART I - 1987 Dopo un anno e, dopo i riscontri positivi, gli Helloween decidono di fare le cose in grande. Innanzitutto, adesso, dispongono di un budget decisamente più elevato, che gli consente di migliorare la produzione (anche se non è eccelsa, ma poco importa). Ma, la cosa più interessante, è quella che vede relegare Kai Hansen al ruolo di chitarrista a tempo pieno (tale da concentrarsi esclusivamente al ruolo che gli comepte) e, la sostituzione dietro il microfono, di uno di quei mostri sacri, nonchè voce in assoluto del power metal, tentato più volte di essere emulato (senza mai neppure una volta, nemmeno lontanamente sfiorato)..... MICHAEL KISKE!!!!!; il quale, riuscirà, con le sue super corde vocali ad iperestensione dinamica, a raggiungere tonalità, dove solo lui ed il Padre Eterno possono arrivare! L'album in questione è. secondo il mio modestissimo parere, il migliore delle zucche (a, già.. e da questo che inizierà il tormentone delle zucche, presenti su ogni loro album!), per via di canzoni non ancora totalemte power metal. Semmai, le stesse, possono sembrare un ibrido tra l'heavy ancora tradizionale (quello della NWOBHM, tanto per intenderci) ed un power prematuro, il tutto, senza staccarsi mai dalle melodie facili, alle quali la band strizza favorevolmente l'occhio più di una volta. Gli asssoli: su questi, non c'è bisogno di alcun commento. Kai Hansen: un nome, una garanzia in merito. L'opener, "I'm alive" è storia; "Future World" è bellissima e molto orecchiabile; "A tale that wasn't right" è la prima ballad del gruppo, davvero bella, dove Kiske raggiunge tonalità siderali. Insomma, l'album rasenta la perfezione assoluta, perfezione che culmina nella lunga suite (14 minuti di magia) "Halloween", la quale, chissà per quali arcane ragioni, sarà edita nel mercato statunitense in soli.... 4 (quattro!!!) minuti. Bah, misteri del Dio Metallo.... Consigliato a tutti. VOTO: 10

KEEPER OF THE SEVEN KEYS, PART II - 1988 Proseguono gli Helloween con la loro scalata verso il successo, i quali, dopo un solo anno, ti pubblicano questo KEEPER II, altro album ricco di classici del power, ma non solo (ogni tanto l'heavy è udibile a sprazzi). Abbandonate del tutto le sonorità degli esordi, in particolare quelle thrasheggianti, la band riesce a coniare il suo sound-tipo, ossia quell'happy-power metal tanto plagiato-clonato-saccheggiato da innumerevoli bands minori. Anche qui, i brani non hanno bisogno di commenti. Si apssa dall'opener, quella "Eagle Fly Free", destinata a mietere successi ovunque, specie nei concerti (un classico del genere), a canzoni più happy-oriented ("Dt. Stain" o "You Always Walk Alone"), a classici di altri tempi, intramontabili, superlative songs, di quelle che possono essere scritte solo una volta nella vita di un uomo e, in genenre, nella storia della musica. Mi riferisco a "I Want Out" (stracoverizzata a tradimento da non so quanti gruppi power e/o pseudo tali) a quella che io definisco una delle più belle canzoni mai partorite dalla mente umana, ovvero, "March Of Time", dove Michael Kiske, cone la sua voce, raggiunge tonalità disumane! Tuttavia, in alcuni punti, si cala un pò di tono. E, cioè, in alcune songs che, come al solito accade, fungono meramente da riempitivo, quali "Rise And Fall" e "We Got A Right". Azzarderei,, inoltre, a criticare una delle canzoni ritenuta un classico del genre, ossia la kilometrica suite "The Keeper Of THe Seven Keys", bella davvero, ben suonata e, soprattutto, stupendamente cantata ma, secondo me, troppo prolissa, la quale, a volte, gira troppo u se stessa, scadendo nell'autoplagio. Forse, 'sta volta, hanno osato troppo, ma, in realtà... chissenefrega! Comprate l'album, perchè è da collezione ed è da pazzi non possederlo (specie se si considera che, questo, a detta dei fan, è definito com il capolavoro degli Helloween!). VOTO: 9.0

PINK BUBBLES GO APE - 1991 Kai Hansen se ne va. Brutta storia... ora tocca a Michael Kiske iniziare ad occuparsi di gran parte delle composizioni ma, c'è un problema: Kiske, col metal, non ha mai avuto quello che, si potrebbe definire, un amore incondizionato. Anzi, a detta dello stesso cantante, l'ha sempre detestato. Ciò che io, allora, mi chiedo è: che cazzo hai cantato a fare, Mr. Michaele, con gli Helloween in ben 4 album? Altri misteri della fede metallica.... Altra cosa, non di poco conto, anzi, è il passaggio dell band, sotto le ali protettive della EMI... e sono qui che iniziano i dolori... Il sound muta tutto d'un colpo. Il power, l'heavy, tutto quello che era stato, una volta, il trademark della band (insomma: il metal!) va a farsi benedire, per dar spazio a... (...sto per vomitare...) ..... sonorità pop-rock! Si, amici (ma, soprattutto, amiche...^_^) miei, si! Avete letto bene! Addio power metal, addio metal, benvenuto pop da classifica, pop, oltretutto, da tre kili un centesimo! Ogni tanto, qualche remiescenza "più metal" si avverte (come nell'opener), ma ciò non basta ad evitare che l'album affossi irrimediabilmente negli abissi del dimenticatoio.... tuttavia, ciò che mi preme dire è che l'album non è affatto brutto, anzi, nel suo genere è "passabile" e "fattibile". Tuttavia, lo sconiglio a tutti gli amanti delle zucche e del metal, in generale. VOTO: 6.5

CHAMELEON - 1993 Signore e Signori, ecco a voi l'album più sottovalutato ed incompreso della storia della musica in generale. Dal metal, oramai, gli Helloween, hanno divorziato a pieno titolo. Ciò che, però, non hanno abbandonato, è la capacità di scrivere grandi pezzi e grande musica. L'album, ovviamente, col power metal (e col metal) non c'entra davvero una beneamata mazza e, questo, l'avete capito tutti. Ma la cosa interessante è che qui si iniziano a sperimentare sonorità diverse, a volte jazz, a volte rock (e sempre tutte di ottima fattura). I pezzi sono TUTTI davvero belli (le prime 5 tracce sono micidiali!) e, ben composti, ben suonati, ben arrangiati e ottimamente cantati. come non mai! Insomma: un signor album. Purtroppo, come il più delle volte accade, è il rifiuto di voler capire o concepire le cose (o la stupidità, non so...) che, irrimediabilmente, spezza le gambe ai buoni (pardon, ottimi) propositi e crea, irrimediabilmente, quelle che sono le più disastrose conseguenze (ossia, l'essere scaricati dall'EMI, e il veder allontanato, in malo modo, Michael Kiske, tacciato di incompetenza, al quale saranno addossate addosso tutte le colpe delle mancate vendite dell'album). L'album, infatti, riscuoterà scarsissimo successo tra il pubblico, sia fra i vecchi fan (ormai imbestialiti con la band), sia tra i pochi nuovi. La EMI scaricherà gli Helloween che, se la vedranno davvero brutta, arrivando quasi a sciogliersi 8per via di nuermosissimi problemi legali, dovuti al contratto con la loro casa discografica sanguisuga di merda!). Fortunatamente, per me e per tutti i deficienti ignoranti buzurri, così non sarà... grazie Dio... i tuoi miracoli, ogni tanto, si fanno accogliere davvero bene.... VOTO: 10

MASTER OF THE RINGS - 1994 Cacciato ingiustamente Kiske, poichè incolpato della maggior parte degli insuccessi, nonchè causa principale di tutti i malcontenti sorti all'interno (e con i fan) della band, gli Helloween arruolano, al microfono, l'ex Pink Cream 69, ora neo-zucca, ossia, Andi Daris. Ora: è evidente che tra i due vocalist c'è un abisso: il primo, Kiske, aveva unavoce siderale e sparava acuti sin sulla vetta del cielo; il secondo, Deris, ha unavoce più duttile e versatile, nonchè, maggior personalità. Tutte qualità che, a mioparere, lo rendono superiore a Michael Kiske. E' ovvio che il fan-ottuso-medio starà sempre lì, seduto con il suo apparecchietto acustico, onde misurare i decibel vocali di Deris, al fine di cogliere le minime discrepanze sonore tra quest'ultimo (che, anche impegnandosi al massimo, non raggiungerà mai, in estensione, Kiske. E questo è dimostrato dai numerosi show live della band) e Kiske. Vabbè... roba da fan... Perquanto riguarda l'album, invece, beh, per la gioia dei vecchi fan, è decisamente molto migliore dei suoi predecessori (mi riferisco a "Pink..." e "Chameleon"). Perme, invece, rappresenta una spudorata mossa commerciale, onde evitare di rischiare di ritrovarsi a chiedere l'elemosina. Purtroppo, sono cose che, il più delle volte, si è costretti a fare, se si vuol mangiare. Tuttavia, non starò qui a parlare del se sia giusto o meno un ritorno, così immediato, sulle vecchie orme; o, ancora, il perchè ciò sia avvenuto. Sono recensore e devo parlare di musica. ebbene, questo "Master Of The Rings" (primo posto in Giappone all'epoca), si può suddividere in due parti. Parte 1: si avverte immediatamente che, le zucche di Amburgo son tornate alla grande! l'opener, "Soul Survivor" è una splendida song, bel riff e bel ritornello; "Where The Rain Grows" è, forse, la canzone più bella del disco; "Why?" è una semi-ballad davvero bella; "Mr. Ego" e "Take Me Home", fanno il verso ai Keeper; "Perfect Gentleman", invece, potevano risparmiarlsa... si sente lontano un miglio che puzza di "auto-plagio" (ed è terribilmente demenziale...). tuttavia, Deris, proprio su questa, mostra una prova davvero maiuscola! Si continua a calare (e di brutto, anche!) con "The game is On" (davvero squallida). Fortunatamente, in tono di ripresa, troviamo, l'ottima ballad "In The Middle of The Heratbeat", forse la più bella scritta dal gruppo e, come gran finale, "Still We Go", una classica speed-power song, degna di chiudere un album senza nè infamia, nè lode. Che dire ancora: "Master Of The Rings" è quell'album che segna un nuovo punto di partenza per la band, ormai decisa a riconquistare fiducia ed affetto dei vecchi fan (e, magari, accaparrandosene dei nuovi). Inoltre, darà il via allo spudorato virus del power-happy 'n gay-metal.... E, se non altro, aiuterà la band a risalire verso la vetta che, da un bel pò, erano stati costretti ad abbandonare... e sulla quale dettavan, di diritto, legge! VOTO: 7.5

THE TIME OF THE OATH - 1996 A chi era piaciuto "Master of..", nel momento in cui deve aver inserito "The Time of the Oath" nel lettore CD, deve essere stato colto da un infarto emozionale! L'opener, "We Burn", è una canzone di power-heavy come, gli Helloween, da tempi immermori, sembravano aver dimenicato di saper comporre! Ma le sorprese non sono finite. Si prosegue, ed ecco "Steel Tormentor", altra speed song, dal refrain orecchiabile. Bella, bella... ancora, "Wake Up Yhe Mountine" ha, nell'intro, un grande giro di basso e presenta un bel coro; "Power", il cui nome è un buon biglietto da visita, segue le scie delle ppercedenti songs. Ma, l'apice dell'album, nonchè apice compositivo, apoteosi per ogni power metallaro, nonchè, nirvano per un qualunque altro metallaro è rappresentato da qualla monumentale "Before The War"!!!! Una mega-mazzata sui coglioni, come da tempo non avveniva, capaca di farti schizzare gli occhi fouri dalle orbite e, contemporaneamente, il cervello dalle orecchie! Insomma: sembra che niente e nessuno possa fermare le nuove zucche, vero? E, invece, le dannate zucche si fermano da sole, proponendo, (maledizione!), sullo stesso disco, ben 3(tre!!!!!), non dico una, signori miei, ma TRE (!), BALLADS, l'una più sdolcinata, mielosa, diabetica dell'altra, tali da farti alzare il livello di glicemia alle stelle! E che cazzo! Inoltre, doverossisimo da aggiungere, è il fatto che delle tre ballads, nessuna e, ripeto, nessuna, raggiunge i livelli delle loro antenate; l'unica che si salva, ma di poco, "Forever And One" ma che, tuttavia, non salva l'album dall'auto-affossamento. Inoltre, queste ballads, si somigliano un pò tutte e tre e, ancora, pateticamente fungeranno da base per i futuri copia-incolla che la band opererà sui loro prossimi lavori (ascoltare per credere, l'orrida "Light The Universe"... roba da far accapponare la pelle). Ok ok... basta così... Comunque, detto che quest'album è ben riuscito ma che non è un capolavoro, detto che presenta ottime songs (quasi tutte, direi), detto che è in vendita a prezzo ridotto, un ascolto è consigliato a tutti, mentre, l'acquisto è doveroso per i power-metallari, nonchè per i fan della band. VOTO: 8.0

BETTER THAN RAW - 1998 Dopo due dischi, a mio avviso, poco più che discreti, gli Helloween si prendono un paio d'anni di pausa. E, devo dire, che, a volte, il riposo concilia. Questo è un signor disco di power metal, suonato egregiamente, dove si fanno strada canzoni una più bella dell'altra. La voglia di tornare ai periodi dei due Keeper è palese e questo lo si denota sin da subito, con l'opener-intro dal titolo chilometrico "Deliberately Limited Preliminary Prelude period in Z", che apre subito la strada a "Push", la canzone più incazzata che le zucce di Amburgo abbiano mai composto! La voce di Deris raggiunge livelli siderali, nei quali alterna dei "quasi-growl" ad acuti stratosferici! E, poi, ancora si susseguono hit ad hit, come "Falling Higher", "I Can" e, soprattutto, "Hey Lord" dove si ritorna a quell'happy metal che aveva caratterizzato gli esordi della band! E "Time" è la ballad più bella mai composta dagli Helloween! Sapete, io non sono mai stato un grande estimatore degli Helloween, non perchè non mi piaccino, al contrario, li adoro! Il problema è che, nei loro lavori, deve esserci sempre qualcosa che deve rovinarli. Ebbene, in BTR, questo, non accade! Ed è per questo che io lo definisco il loro migliore lavoro! Ascoltatelo e capirete! Le canzoni ti trasmettono una carica, un'energia ed una positività da infarto! Un'ultima nota la spendo nei confronti di "Laudate Dominum", canzone dal testo scritto e cantato interamente in latino, davvero bella ed originale, dove Daris si esalta con dei "gustosi growl" nelle strofe per poi tornare Happy nei refrain. Il testo? Una lode al Signore. Lo so, gli Helloween sono strani.... basta osservare solo i booklet per rendersene conto.... W LE ZUCCHE, W GLI HELLOWEEN!!!! (Chissà come starà rodendosi il fegato un certo chitarrista di nostra conoscenza.....) VOTO: 10

THE DARK RIDE - 2000 Ohhhhh!!!!! Ed è qui che mi divertirò un mondo! Sapete perchè? Celebrity Death Match: "Antonio "Anatas" Moliterni" VS. "Paolo "Grunja" Bolsi" !!!!!!!

innanzitutto, è doveroso preannunciare che, il suddetto album, viene licenziato dalla Nuclear Blast, avente già nella sua rosa, nomi di alto rilievo in campo power (tra i quali, si annoverano, i templari dei poveri, ovvero, gli Hammerfall). Premessa necessaria: quest'album non è completamente power metal. Infatti, in esso, compaiono numerose sperimentazioni, ad esempio, riscontrabili nel riff-roccia di "Escalation 666", o, nei volaizzi di Andi Deris, che inizia a darsi ai growl (termine da prendere con le pinzette...). Altra cosa da mettere in chiaro è, che in questo disco, l'happy metal, non si sente più! Infatti, tutto il lavoro si tinge di colori davvero sochi e suri (darkeggianti). Alcune canzoni, mettono davvero paura... Comuqnue: il disco si apre con la solita intro, per poi dipanarsi in un'hit, ovvero "Mr. Torture", dal ritornello meraviglioso e dal testo idiota. "All Over The Nation" ha un bel refrain, azzeccato per gli oltranzisti power. Canzone tradizionale e "solare", nulla più. Ed è dalla quarta song che, il disco, prende una piega diversa. "Escalation 666", il cui nome già mette la tremarella, inizia con un riff davvero pesante, molto heavy. Deris, canta in semi-growl e, il ritornello, è davvero stupendo ma, sempre, tenebroso (in sottofondo si ode quel bisbiglio che sa un pò di satanico "...escalation, 666...." ddddhhhh......!!!); "Mirror, Mirror", ti uccide; "If I Could Fly" è una ballad ottima, sorretta dalle tastiere, dall'ottimo coro e da un gran bel testo. Tuttavia, si tiene sempre nei canoni. In "Salvation", si ritorna all'"Helloween-style"; ma, il pricco, lo si tocca con "We damn the Nigh", una grade song, per uno degli album più ingiustamente sottovalutati (brutti bastardi!!!!!) della carriera della band! Album, che, decreterà l'uscita dal gruppo di Uli Kusch (subentrato al posto del povero Ingo già in Master of The rings. R.I.P.) e di Grapow, i quali, in seguito, formeranno il loro progetto Masterplan (che, agll'inizio, dal nome, davvero roiginale, "Mr. Torture"...). Altre cazoni i ottima fattura, sono "I Live For Your Pain", dal gran giro di basso e, soprattutte, "The Dark Ride", lunga suite, di quasi ben 9 minuti di musica, nella quale accade di tutto! In essa si alternano velocità, rabbia, melodia, passione, arpeggi.... Ora: io non ho ancora capito che cazzo ci trovano di male in questo disco! "E' un disco oscuro..".. fa 'nuclo! Allora, accendi la luce, idiota! E, soprattutto, levati quelle fette di prosciutto crudo da sopra gli occhi! Cazzo centra l'oscurità con le canzoni? Vedete, come diceva il buon Dow, autore dell'indice "Dow-Jones": "..la storia si ripete!". Quello che era accaduto con "Chameleon", riaccade con "TDR". Flop di vendite, decretata la morte artistica del gruppo, allontanati i responsabili di tale scempio (cavolo centrano, poi, mah! Misteri della vita.... proverò a chiedrlo al Dalai Lama, nel prossimo campo estivo con gli Scouts, sul Tibet....). Fatto sta che, a me, questo disco è piaciuto, e tanto anche! Tutti fanno il loro dovere, e lo fanno alla grande, specie Andi Daris, che si supera più volte! Quindi: se lo comprate farete un favore alla vostra collezione di dischi di gran fattura. Se, invece, siete ottusangoli, allora, risparmiate i soldi e coprate l'ennesimo album di power metal, vuoto, senza fonzoli, fine a se stesso, autoriciclato, dove i cantanti sono tutti castrati. E, dove, non accade mai un beneamato cazzo, dall'inizio alla fine. VOTO: 9.5

Hahahahahaha, ora è il turno mio, Ananas, tutta sta prosopopea il sottoscritto non la fa, sono sintetico, come la felpa del mercato. Preparati all'ira del demone Grunja.

Non è il solito album degli Helloween. Se siete appassionati del gruppo tanto da avere la vostra stanza paretata di poster del gruppo e piena di zucche marce, questo album deve far parte della vostra collezione solo per completarla, ma sono sicuro che lo ascolterete pochissimo. Se vi piacciono le sperimentazioni è un dovere morale acquistarlo. E' un album oscuro, che ha tutte le carte giuste per diventare il capolavoro della band teutonica, ma ahimè, la gatta frettolosa fa i figli ciechi. Le canzoni sono tutte belle, ma ascoltando attentamente l'album con la cuffia si trovano un casino di vizi occulti. Mr Torture e Escalation 666 sono songs ottime, perfette, anche se potevano essere fatte leggermente meglio. Mi riferisco soprattutto alla prima: tutte le band power rompono i coglioni con gli assoli, lunghi e talvolta schematici. Ora che desidero sentire il polmone meh? l'assolo di Mr Torture è velocissimo, forse troppo, dura pochi secondi. All over the nations cattura l'orecchio nella fase iniziale, per poi spegnersi. Altra canzone che oltre a essere migliorata, doveva essere scartata dalla tracklist è If i could Fly, d'effetto con il piano, ma provate a immaginarla senza questo strumento di sottofondo: farebbe pietà. Anche le ultime canzoni non brillano per splendore, inoltre hanno sonorità che puzzano di già sentito. Anche il livello qualitativo della title track poteva essere più elevato. Per chiudere le chiacchere The Dark ride è un album che truffa l'ascoltatore con le tracks iniziali, ottime e orecchiabili, per poi annoiarlo con songs scontate e che fanno strorcere il naso. Sia ai Fan degli Helloween sia a quelli del Power metal in generale. Ma è meglio non essere cattivi: il lavoro, nel complesso, è più che buono. VOTO: 8

RABBITS DON'T COME EASY - 2003 Preceduto dal singolo "Just A little sign" (che io ho in una elegante edizione cartonata....), "Rabbit don't come easy", presenta l'ennesima sorpresa delle gloriose zucche che, per l'occasione, presentano al pubblico il nuovo chitarrista, ovvero Sascha Gerstner (ex Freedom Call). La già citata "Just...", nonchè opener, è, la classica, happy-gay-power metal song e, infatti, non dice niente di nuovo. Ed è la canzone più inutile dell'album. Le cose iniziano a cambiare con al seconda track: "Open Your Life", più rabbiosa della precendente, sempre orecchiabile ma, sempre, nei classici stilemi della band. La terza song, non la cito nemmeno, perchè fa cacare 8anche se il testo è, per la prima volta, serio, improntato sui fatti dell'11 settembre 2001). "Never Be A Star", rifà il verso a "Perfect Gentleman", nel senso che usa lo stesso riff, e cambia giusto le parole.... però, nel complesso, la ballad può andare. Bene, per ora il disco non decolla e si mantiene a mezz'aria. "Liar".... ed è qui che, arriva a sorpresa, la mazzata sulle palle più bastarda delle zucche amburghesi. La canzone, che plagia "Push" nel refrain, da sola, vale l'album. Un Andi Daris iper-incazzato, con dei growl potentissimi, assieme al resto della band, ti presenta la canzone meno happy-power e più "brutale" della storia degli Helloween. Per il pwer-fan-medio, sarà un'impresa resistere a 'sto macigno sonoro. Altre canzoni, davvero belle, sono la seconda ballad "Don't stop being crazy", l'esotica "Sun 4 the world" (davvero un ottimo pezzo), "Do you feel Good" che, comunque, sa già di sentito e "Listen To THe Fly". Le hit, a mio aprere, sono, invece, la monumentale "Hell Was Made In Heaven", dal riff molto heavy e la spledida suite finale "Nothing To say", dal refrain reggae e dalla chiara matrice hard rock. Davvero un pezzo originale, complimenti Helloween! E, tuttavia, sarà sicuramente questo il pezzo che farà torcere il naso ai fan... dannati oltranzisti! Secondo il sottoscritto, questo, è uno dei dischi più belli delle gloriose zucche. Quindi: coigliato a tutti, fan o non fan. VOTO: 9.0

HELLOWEEN THE KEEPER OF THE SEVEN KEYS PART III, THE LEGACY - 2005 Il titolo, da solo, la dice tutta. Devo ammettere di essermi avvicinato con non poca cautela a questo disco, dal titolo kilometrico.E questo,per almeno un paio di ragioni. La prima è che, vi piaccia o no, gli Helloween, quelli veri, sono ormai morti e sepolti da un bel po' di anni, con l'addio di Kai Hansen, Michael "non canterò mai più, che iddio mi fulmini, in un disco metal" Kiske (ma noooo,caro Mike,ti pare!E allora ero io a cantare in Avantasia, nei Place Vendome...)e di un certo Uli Kusch.Una grande formazione a porte girevoli, insomma,non c'è che dire.Se poi si aggiunge (seconda ragione)l'impresa pretenziosa e addirittura sfacciata, di dare un erede ai due Keeper, degno di tale nome.... per capirici, sarebbe come se i Metallica,risvegliatisi dalla sindrome post-rincoglionimento-totale, dessero alla luce un "Master of Puppets, part II - The Revenge!". Allora: che Dio incenerisca WEIKATH e soci.Queste le mie impressioni,almeno all'inizio. Iniziamo con le note dolenti: 2 suite = du palle! E basta! E' vero che i 2 keeper buon'anima avevano lì i loro punti di maggior apice creativo, senza contare le varie Eagle fly free, Dr. Ste963.*-in, la ipercoverizzata I Want Out, la magnifica perla March Of Time e,ancora, I'm Alive.E',però,altrettanto vero che c'erano episodi che sarebbe stato meglio mai scrivere,della serie We Got The Right. La stessa seconda suite, "The Keeper of..." secondo me,è davvero troppo prolissa.Bella,ma prolissa.Dal mio canto,io,non sono stato mai un grande estimatore dei due Keeper.E' vero: hanno dato una nuova impronta ad un genere che stava inflazionandosi, l'Heavy Metal, per crearne un altro (inflazionatosi,a sua volta, da tanti babbioni pseudo musicisti, clonatori).Ma questa è un'altra storia e questi,sono,altri tempi. Vediamo un po' questo Keeper III.Si apre con una voce narrante.Poi una chitarra acustica tracia melodie tristi.Attacca Daris.. poi... ESPLOSIONE! Gli Helloween! Sono loro! La canzone scorre piacevolmente,nei suoi quasi 14 minuti, tra sfuriate power,momenti più meditati, chitarre distorte e chitare acustiche. Daris!!! Dio Metallaro,come canta! Kiske, dalla sua, aveva sì,una grande voce,tale da sparare acuti dove solo lui e Dio potevano arrivarci,ma Daris,a mio parere,pur non possedendo tale dono,ha una voce molto più duttile e adattabile (ora incazzato,ora completamente gay!).Lui è un signor singer,cazzo! E che dire di quel tale SACHA GERSTNER, che nel precedente Rabbit faceva finta di strimpellare la sua sei corde? Qui ci regala momenti davvero memorabili!Assoli sparati al fulmicotone che cesellano le 13 gemme del disco.Idem dicasi per DANI LOEBLE, che, in alcuni momenti,raggiunge quasi il buon vecchio Kusch.Se a ciò aci aggiungiamo dei bellissimi refrain,il piatto è pronto!Il disco rivelazione dell'anno....no!Cazzo,no! E questo,si sa,perchè gli Helloween,in ogni loro lavoro,devono strafare!Ma porca miseria,dico io, non bastavano 8-10 songs al massimo? No! Ben 2 CD per un totale di 80 minuti di musica. con 2 suite,la seconda di oltre 10 minuti,bella ma noiosa alla lunga, e quella Mrs. God, che fa il verso a Dr. Stein,ma senza neppure lontanamente riuscirci!E' senza ombra di dubbio una delle canzoni più abominevoli mai partorita da essere umano! Per concludere, la mielosa,sdolcinata,diabetica ballad di turno, Light The Universe, (signori Hellowee,dovete schiaffarvi in testa una cosa: le ballad,voi,non dovete neppure provare,lontanamente,a pensare di scriverle! Chiaro!?!? Non le sapete fare,cazzo!) dove,pateticamente,Daris duetta con Candice Night. Potevate beccarvi un 10 tondo tondo,invece no! Tirando le somme vi do un 7.5 per l'album + 1.0 per l'impegno -0.5 per le cazzate commesse. Tot: VOTO = 8 (ora si capisce perchè sto scrivendo una tesi in statistica aziendale e modelli matematici stocastici)

POSTFAZIONE DI PAOLO "GRUNJA B": E' inutile, quel mattacchione di Anatas non lo ferma nessuno. Riesce a sbalordire ogni metallaro con un altro polmone su una band storica. HAIL ANANAS!




torna su
homepage