
SKYDANCER (1993) E' un album che mi ha aperto un pò gli occhi. Pensavo che i Children of Bodom suonassero Melodic Death Metal. Quanto mi sbaglio. Questo è il vero M.D.M., il cosiddetto Gothenburg Sound. Incredibilmente schizofrenico, eppure equilibrato, è il sound dei Dark Tranquillity, esperti nel regalare emozioni. Ed è così. Nonostante la furia, l'introspezione ti penetra. In fin dei conti, durante l'ascolto, la tristezza mi invade. Già sto passando un bel periodaccio di merda. Ci si mettono pure loro, adesso. Si percepisce sofferenza, dolore, confusione, malinconia. E' un album che sa regalare emozioni, negative, purtroppo, ma almeno non si limita alle orecchie. MetalPsicologi, gli svedesi. Mi viene da piangere, cazzo. Non posso più continuare a scrivere questa recensione. Scherzo. Il sound è molto più grezzo e freddo rispetto ai Children che amo tanto. Ma trovare un difetto è un'impresa leggendaria. Non ne ha. Punto. L'unico è la produzione, piuttosto scarsa. Per il resto siamo davanti un capolavoro di tecnica e velocità. Nightfall by the shore of Time è stupenda. Incazzata nera, eppure così introspettiva, Crimson Winds è un altra song con cui cominci a piangere come un bambino. Per non parlare di A bolt of Blazing Gold, la depressione arriva a toccare le punte più elevate. Che tristezza, che bello. In Tears Bereaved è favolosa, ridi e piangi. Skywards, Through Ebony Archways (strappa il cuore, con il dialogo fra voi maschile e femminile), Shadow duet, my Faeryland forgotten (quest'ultima incredibilmente furiosa) confermano il capolavoro. Alone chiude il sogno. Da non perdere. Se volete piangere come fanciulli, comprate quest'album. Ne vale veramente la pena. Il mio preferito della band. Se la produzione non facesse così pena, l'album sarebbe superiore perfino al successivo. VOTO: 10
Dopo la pubblicazione di Skydancer, Anders Fridén lascia la band per entrare a far parte degli In Flames. Mikael Stanne lo sostituirà alla voce, mentre Fredrik Johansson entrerà come nuovo chitarrista.THE GALLERY (1995) Mi chiedo da quale pianeta vengano i Dark Tranquillity. Non sono umani. Se Skydancer era introspettivo, the Gallery è il Melodic Froid Metal. Ancora più bello del precedente, già perfetto. La mostruosità di bravura e di psicologia comincia con la terribile Punish my Heaven, per proseguire con gemme come Silence and the Firmament Withdraw, Edenspring (track in cui la tristezza si misura in Richter), The dividing line e la Title Track, autentico capolavoro, salviette! Fazzolettini! Le lacrime si trattengono a stento. Una sinergia di tristezza, di rabbia e di depressione legata dal misticismo più spirituale. Dolce e cattiva allo stesso tempo, con la voce femminile e le sonorità classiche, che tendono addirittura al folk. Si arriva alla conclusione che solo i Dark Tranquillity sono i tuoi veri amici, per come riescono a capirti. Dopo due diamanti come The One Brooding Warning e la furiosa Midway Through Infinity, con quel riff di chitarra incredibile... si passa a Lethe, ballad strappa lacrime. Dopo aver pianto come un vitellino per due ore si passa a The Emptyness from which I fed, incredibile. Per poi tornare a piangere con la ballad Mine is The Grandeur..... e concludere la fiaba con .... of Melancholy Burning. Vedo il mondo con un'ottica diversa. Basta, sono un fan dei Dark Tranquillity. VOTO: 10
THE MIND'S I (1997) La storia, a mio parere, si ripete. Alcuni dicono che questo terzo album della band svedese è il più sottovalutato. Tuttavia, bisogna ammettere che esiste un contrasto, un trade off in gergo economico, fra il Gothenburg sound e il mercato musicale. Arrivati a un buon livello di fama internazionale, i Dark Tranquillity e i colleghi In Flames, per proporre qualcosa di nuovo e di più apprezzabile per il mercato musicale, si distaccano in misura più o meno maggiore dalle radici. Credo che per la band di Stanne, il passaggio a un nuovo sound si avverta proprio con questo album, per gli In Flames, già da The Jester Race. Questi due album sono davvero molto simili. Si rinuncia alla schizofrenia, alla crisi mistica, all'imprevedibilità, alla velocità e alla contrapposizione netta e improvvisa fra melodia e furia (e sotto certi aspetti, si rinuncia anche a una tecnica compositiva magistrale: ascoltate quest'album, poi rispolverate Skydancer e ascoltate la bellissima Crimson Winds... mi darete ragione!) per proporre a noi metallari qualcosa di moooolto più lineare e melodico. I Dark Tranquillity non vogliono riproporre il bellissimo sound dei primi album. Si rifiutano di farlo, forse per dimostrare agli ascoltatori di essere capaci di rinnovarsi, forse per identificarsi meglio nella definizione di Death Metal Melodico. L'album è bello, un ottimo ascolto, ma i primi album rimangono fra i miei preferiti in assoluto. Non so se accettare questo cambiamento sonoro o meno, tuttavia la band, come dimostrerà nei lavori successivi, non sembra tornare indietro sui suoi passi. Riceverà lo stesso voto di The Jester Race dei colleghi In Flames, in quanto, a mio modestissimo ed inesperto (lo ammetto!) parere, sono album molto simili. VOTO: 7.5
PROJECTOR (1999) Mi sono letteralmente innamorato della band svedese con Skydancer o The Gallery, primi grandi capolavori, cosa avrà determinato la svolta? Mikael Stanne preferisce cantare senza raschiare eccessivamente il suo povero diaframma. Voce pulita? molto spesso. E la batteria? Vi ricordate le sfuriate irregolari che contraddistinguevano il sound schizofrenico degli svedesi? Quasi sparite. La band, forse per non essere accusati di ripetitività, propone Projector, un lavoro che ha fatto molto discutere. Ricco di componenti strumentali, di sonorità classiche come il piano, dolce, calmo, molto melodico, voce pulita di Stanne, profonda, limpida e un pò vichinga, piuttosto musicale. Come lavoro è insindacabile. Tracks incredibilmente poetiche, tristi, depressive, ma, e c'è il MA, poco Death Metal. Dov'è? Non c'è. Non è un album metal, a prescindere dall'uso del distorsore, qualche volta, o del growl tipico di Stanne. La più sparata? Forse Dobermann. Per il resto, è un capolavoro di... diciamo di rock melodico, và. Sono tutte canzoni bellissime (tranne Day to End, con sonorità techno, che fa rabbrividire!). A chi non piace il metal consiglio l'ascolto. Gli amanti del Melodic Death Metal (o Melodeath, come dicono in Svezia) rischiano di rimanere delusi. Bisogna ascoltarlo senza paraorecchie mentali. Tuttavia non si può non considerare nella valutazione la quasi mancanza di sonorità Metalliche. Siete pronti per ascoltarlo? VOTO: 8.5 (10 se non teniamo conto delle sonorità poco dure)
Dopo Projector, un album che, nella sua bellezza, è responsabile di aver diviso i fan fra progressisti e conservatori, Fredrik Johansson lascia il gruppo. Verrà sostituito da Henriksson (gran bassista), che passa alla chitarra. Al basso sarà ingaggiato Michael Nicklasson, mentre per consolidare lo stile innovatore dei prossimi Dark Tranquillity, Martin Brändström entrerà definitvamente a far parte della band come tastierista.HAVEN (2000) Che cosa è successo? Dov'è la schizofrenia di Skydancer o The Gallery? E la melodia di Projector? Che fine hanno fatto questi elementi che hanno reso stellare la band di Stanne? E questo continuo ricorso all'elettronica? Che palle, ragazzi, non ce ne usciamo con le chiacchere, grande capolavoro, hanno unito Projector e Skydancer, uno stile nuovo, elaboratissimo.. ma dove? Ma come ragionano le persone, con i piedi? E' un lavoro che non da nè di carne nè di pesce, anzichè dare di entrambi come tutti dicono. Carico di speranze, ho preso in mano l'album, gridando, come lo scemo, davanti a tutti, tu sarai un ottimo lavoro. Ma cosa???? Quando mai, nella mia vita, sono stato obbligato a dire, alla mia mente, una frase del tipo, mooo che palle i Dark tranquillity, non vedo l'ora che questo album finisca... assurdo, annoia veramente. Forse, la scelta delle tastiere non è stata una mossa intelligente. Come la scelta di procurarmi quest'album. In fin dei conti non è male, è un pò troppo elettronico, troppe sonorità cadono nel commerciale, nel banale, testi poco convincenti, tecnica sempliciotta. Apre le danze l'assurda The Wonders at your Feet, ma come premiare una canzone del genere? Prosegue malissimo fino ad arrivare a una prima canzone decente, la title track, e The Same, che non è male. Un altra canzone salvabile è Rundown, che richiama lo stile dei primi album, tanti legati al gothenburg sound. Si tocca il fondo con Fabric. nel complesso, ha lo stesso effetto dello yogurt della Marcuzzi, nonostante non sia necessario aspettare 15 giorni. Regolarità intestinale immediata. VOTO: 5
DAMAGE DONE (2002) Bisogna riconoscere a questa grande band che, nel bene o nel male, sono riusciti ad offrire una variabilità sonora impressionante. Quando tutto sembrava per consolidarsi, la band risorge, come la fenice dalle sue ceneri, in forma diversa, per l'ennesima volta. Perchè quest'album ha un sound unico, che non tradirà mai i fan della band, ma che propone ulteriori novità alla loro musica già perfetta. Sebbene la opener Final Resistance ricordi lo stile di The Mind's I, le successive offrono all'ascoltatore una nuova dimensione, dalle potenzialità immense: il Doom Metal. Con questo nuovo elemento, il sound della band di Stanne acquisisce una disperazione, una profondità, una spiritualità che negli altri lavori era presente, ma in forma diversa. Per coloro che avessero pensato che l'introduzione della tastiera sia stato l'elemento che abbia demolito la combinazione sonora offerta dagli svedesi, l'ascolto della song Hours Passed in Exile gli farà cambiare immediatamente idea. Per non parlare delle altre, dai curiosi titoli come Format C for Cortex, White Noise, Black Silence o Cathode Ray Sunshine. Certo, non è il capolavoro assoluto della band, ha qualche difettuccio, rappresentato soprattutto dalla velocità (non si arriverà mai alla schizofrenia dei primi album) però merita di essere inserito nella vostra collezione. Solo i Dark Tranquillity sanno offrirvi un sound simile. VOTO: 8
Nel 2003 viene pubblicato Live Damage, il primo DVD della band, contenente un'esibizione live a Cracovia, in Polonia, oltre a materiale bonus con esibizioni a Parigi, Essen e Atene.CHARACTER (2005) Peccato, dopo Haven, ci doveva essere un altro capitombolo (non gravissimo, per carità). Character mi ha deluso un pò. Nonostante siano sempre sulla stessa corrente musicale, anche questa volta provano i DT qualcosa di diverso. Peccato che sia proprio il diverso che non piace al sottoscritto. Character parte con la opener spaccasassi, the new build, che ricorda (ma ricorda lontanamente) la furia degli esordi, con l'alternanza fra blast beat frenetico e momenti di depressione tipici della band, tuttavia dalla seconda track, through smudged senses, in poi, l'album rallenta e la band propone un Metalcore "alla DT", con le tastiere che cercano di arricchire un sound a volte troppo saturo, a volte troppo poco: molto spesso Stanne riempie le canzoni con un Growls molto più discorsivo rispetto agli album precedenti, mentre le chitarre spesso si limitano ai riffs Hardcore di ultima generazione. Sinceramente, un connubio che dai Dark Tranquillity non avrei desiderato ascoltare. Fortunatamente, la qualità risale al termine dell'album con due belle canzoni, ben strutturate, Senses Tied e la stupenda My Negation, dal sapore incredibilmente Gothic/Doom. Nel complesso è un buon album, ma da una delle mie bands preferite mi sarei aspettato di meglio. VOTO: 7
Al momento, la band sta lavorando ad un nuovo album, che dovrebbe uscire entro Ottobre 2006. Sperando nella creatività di questa band immensa, vi saluto!