
LUCIFER'S HERITAGE - SYMPHONIES OF DOOM (1985)
Si, lo so. questo nome non vi dice un bel caspio di niente. Ma, se avete letto la biodiscografia della band, allora, on dev'esservi sfuggito che, questo, fu il primo moniker dell'odierno guardiano cieco, all'epoca vedente, incazzato e satanico.
non satanico nelle tematiche, ma solo nel moniker.... Questo disco, purtroppo semiintrovabile in commercio, gode di una pessima produzione e di un pessimo Hansi Kürsch,
mai così poco ispirato e sottotono, roba da far vomitare i morti. inoltre, e soprattutto, il songwriting altro non è che un "copia-incolla2 di quanto insegnatogli ed impartitogli dalle loro muse ispiratrici, ossia, le
allegre (all'epoca non tanto, a dir la verità) zucche d'amburgo (per il resto del mondo, gli Helloween). I pezzi che è possibile ascoltare all'interno di questa demo sono la celeberrima "Halloween" assieme alle altre songs che,
in seguito, copariranno nel loro primo full-lenght "Battalions of Fear" nel quale, oltre ad emulare l'Helloween-sound, plagi in maniera a dir poco spudorata, anche alcuni pezzi ed alcune intro.
Che dire? Poco o nulla. Questo è un disco che solo i collezionisti fans maniaci della band (io fra tutti) dovrebbero possedere, se non altro all'uncio e mero scopo di arricchire la loro discografia con un album d'epoca
quasi fosse un fossile introvabile. Al resto dei metallari, sconsiglio vivamente l'acquisto (caso mai lo trovassero in circolazione), poichè fa veramente pena....
VOTO: 4.0
BATTALIONS OF FEAR (1988) Il guardiano cieco nasce nel 1988, epoca in cui, il fenomeno power, era in piena esplosione. Da bravi teutonici, i BG, con questo loro debutto, mettono in mostra quanto di buono imparato dai loro cugini Helloween, ovvero, un semi-plagio di riff e melodie presi in prestito, senza troppi peli sulla lingua, dalle zucche di Amburgo. E' sorprendente come, in alcuni pezzi, sembri di ascoltare davvero gli Helloween che suonano una sorta di "Keeper of THe Seven Keys, III"! Ma, non finisce qui! In "Trial by the Archon", addirittura, si superano, copiando spudoratamente gli Iron Maiden!!! E' ovvio che siamo ben lontani da quell' Epic-Power di cui, loro, sono divenuti, in seguito, dei maestri. Ma, ed è indubbio nasconderlo, fa un pò "tenerezza" ascoltare questi neo-metallari, alle prese con una sorta di tributo offerto ai loro maestri. Nient'altro da segnalare, se non la produzione, non proprio perfetta ed una furia che emerge e rimane a galla per l'intero ascolto dell'album (rara, come non mai). Per collezionisti (come moi!). VOTO: 6.5
L'album, pur godendo di una produzione ben più dignitosa del suo predecessore e, finalmente, vantando un singer degno di tale nome, non riscosse un grande successo ma servì, comunque, come trampolino di lancio per i nostri amici bardi. trampolino che gli permise di pubblicare, l'anno successivo, il loro secondo disco, dal titolo "Follow the Blind" con la collaborazione del loro amico Kai Hansen, chitarrista degli Helloween. L'album, anche se meno diretto, violento ed immediato del suo precursore, riuscì a scatenare un certo riscontro tra il pubblico.FOLLOW THE BLIND (1989) Anno nuovo, album nuovo, plagio nuovo. La formula, infatti, rimane sempre la stessa, tranne, forse, in alcuni piccoli frangenti, nei quali, il gruppo, tenta di sperimentare qualcosa di diverso e un pò più "epico" (vedesi "Valhalla", che vede, come special guest, Kai Hansen). Per il resto, vedesi la recensione di "Battalions...". Una nota in merito, la spendo volentieri sulla cover dei Beach Boys, "Barbara Ann", davvero bella ed originale, complimenti ragazzuoli!!!!!! (e chi è? lo chef di south park? NdGrunja) VOTO: 6.5
Tuttavia, al guardiano cieco, mancava ancora qualcosa. Si trattava, in primis, dell'originalità e, in secundis, di un tocco di personalità.TALES FROM THE TWILIGHT WORLD (1990) Quattro tedeschini, crescono. Il songwriting matura e, la band, inizia a prendere le distanze dagli Helloween (trann che, per l'unico episodio isolato, ovvero la titletrack, ottimo esempio di spee-power, dove il cantante sfodera una prova maiuscola!). Canzoni da segnalare... direi, oltre alla titletrack, l'epica "Welcome to Dying" e la stupenda ballad "Lord Of The rings", dove la band omaggia J.R.R. Tolkien, il quale diverrà un semi-tormento per il resto dei loro album, sino al quello che, la critica (tranne me) considera il loro picco compositivo, ovvero "Nightfall in middle earth", concept sul Silmarillion (sempre dello stesso Tolkien). Comunque, è proprio da questo album che iniziano ad emergere i Blind Guardian, così come oggi noi li conosciamo (anche se la componente epic timideggia ad emergere). L'esplosione epica, però, non tarderà a manifestarsi.... VOTO: 7.5
Finalmente, nel 1992, esplose la "Blind Guardian Mania". questo grazie alla pubblicazione, sotto la Virgin, del monumentale "Somewhere Far Beyond", album che, ancora oggi, è ritenuto il loro vero e primo album personale.
SOMEWHERE FAR BEYOND (1992)
Questo è l'album della svolta musicale del guardiano cieco. La motivazione è insita nel fatto che,
forse perchè stanchi o stufi di plagiare continuamente gli Helloween,
la band decide di sterzare improvvisamente, abbandonando i territori del power tout
court e dedicandosi alle songs che tanto l'ha resa famosa. Per la serie "il Signore degli Anelli", docet.
Infatti, il sound inizia a divenir molto più personale e, per certi versi, si assiste ad una sorta
di prequel del loro sound odierno. Il quale esploderà in tutta la sua magniloquenza nel best seller
del genere epic-fantasy, ossia "Immaginations from the other side".
Comunque, seppur preso con le pinze, l'album omaggia ancora una volta le zucche d'Amburgo nelle
prime due tracks e, soprattutto, nella magnifica opener "Time was it time". Ma è nelle successive
che inizia la sorpresa: cornamuse, chitarre acustiche.... accade, insomma, di tutto. E senza un preavviso.
Così, come i terremoti improvvisi, come uno tsunami, l'album esplode in tutta la sua grandezza nelle songs "The board's songs (in the forest)" e nella successiva.
Ancora "Ash to ash" e "Theater of Pain" sono, a dir poco, superlative e meriterebbero davvero gli onori alla lode.
Infine ci sono un po' di chicche per i fans (e non solo) come la cover di "Spread your wings" dei Queen, suonata
e cantata in maniera magistrale. Insomma: un gran bell'album, davvero niente male.
Iper-promosso il guardiano videoleso!
VOTO: 9.0
TOKYO TALES (1993)
Dopo la pubblicazione di due album monumentali come "Tales Form The Twilight world" e, soprattutto, "Somewhere Far Beyond" i Blin Guardian decidono che è tempo di
dar vita ad un live album allora, perchè non un signor live album? Ed ecco che nasce "Tokyo Tales", secondo me uno tra i miglio live in circolazione, nonchè, il milgior
live della band. La prima cosa che possiamo notare è... il gioco di parole del disco che fa il verso agli Scorpions. emergono, anche, tutta una serie di caratterisitcheche fanno grandi i live album, ossia, la produzione
davvero ben curata, la quale ben risalta il pubblico nipponico (sono una chiasciara!!!!!) molto partecipe e sempre casinista; poi, la voce di Olbrich sempre sopra le righe
così come la prestazione dei musicsti, autentiche macchine da guerra infaticabili ed instancabili (ma da deove cappero la prenderanno tutta quella energia?). qualcuno ha detto che, il live in questione,
ha subito tutta una serie di "ritocchi" in studio. Io risopndo che, effettivamente, può darsi. Però, se questi ritocchi ci sono, sono davvero pochi o nulli.
E, il buon ascoltatore, se ne accorgerà. In primis dal fatto che, la voce del pubblico, non è nè troppo invasiva, nè, al contrario, soffocata; in secundis, dalla performance della band che, come già detto poc'anzi,
è sempre eccelsa. Queste cose potrebbero far sorgere qualche sospsetto... ma, in fin dei conti, chissenfrega! "Chi è senza peccato, scagli la prima pietra" (Gesù cristo docet).
Quante bands si divertono ad aggiustare in studio i loro show per poi riadattarli e metterli in commercio? allora, forse, odvremmo ripiegare sui bootleg, on è così. Nooooo,
quelli fanno decisamente pena. allora: azzo volete dalla vita? Vabbè.... polemiche a parte, il mio giudizio in questione l'ho espresso.
Andando ad analizzare le songs, queste sono praticamente prese dalla prima parte della discografia della band, ossia quella che va da "Battalions of Fear" (e, per l'esattezza, l'unica song
"Majesty") fino al suddetto "Somewhere....". Le canzoni sembrano davvero molto simili a quelle registrate in studio e la loro dinamica è micidiale!
Si parte con l'intro "Inquisition" seguito come su studio album da "Banish From Sanctuary". Opera da fuoriclasse che on sfigura nella successiva "Journey Through The Dark" pezzo,
già di per se, con una carica impressionante e reso in sede live ancora più potente. Hansi si prende un attimo di pausa giocando col pubblico facendogli cantare
"Traveler in Time" (la parte iniziale); pubblico che, poi, lascia alla band l'esecuzione. La successiva "The Quest For Tanelorn" vede ancora il pubilco pienamente coinvolto
mentre "Goodbye My Friend" e "Time was it Time" non hanno bisogno di presentazioni, tant'è la carica e l'energia che sprigionano, specie quest'ultima introdotta da un breve
arpeggio per poi esplodere nel suo incipt sempre devastante. il pezzo si conculde con uno stupendo giro di ianoforte, dannatamente melodico, che poi, stranamente, si trasforma
in "Mister Marc Zee" che preannuncia agli abitanti del territorio dagli occhi a amndorla che è la volta di "Majesty". Le urla del pubblico ("Guardian, Guardian") corali
all'inverosmile, chiedono ai guardiani che gli sia donato l'ennesimo regalo e questo si avvera conla magniica esecuzione di una tripletta micidiale, ossia "Welcome To Dying",
"Lost In the Twilight Hall" e la conclusiva cover dei Beach Boys "Barbara Ann".Si, questa volta è davvero finita. Lo spettacolo è concluso ed i Blind Guardian non hanno risparmiato
niente e nessuno facendo vedere al mondo orientale cosa possono combinare un gruppo di bardi quando si incazzano sul serio. Live memorabile ed indimenticabile, molto avvincente e dinamcio, sempre
sopra le righe con nessun attimo di cediemnto o stanchezza alcuna. Live che farà parte dellas toria e che,secondo me, può trovare spazio accanto ai mostri sacri del genere live.
Ritengo, inoltre, che questo racchiuda i migliori brani della band ed è un vero peccato che sia avvenuto poco prima di "Imaginations from the Other Side".
Se quel disco fosse stato registrato prima i suoi brani avrebbero brillato all'interno del live. E poco mi sarebbe fregato se ci fossero stati due CD al posto di un'unico disco.
Comuqnue, nulla deve esimermi da fare il mio dovere, ossia, quello di premiare un grande gruppo che da vita ad uno spettacolare show live album, tra i più belli di sempre.
Lunga vita al Guardiano Videoleso! Hail, bardi!
VOTO: 9.5
IMAGINATIONS FROM THE OTHER SIDE (1995) Sui BG, esistono due scuole di pensiero. La prima che intravede in quest'album il loro capolavoro; la seconda, dalla quale mi dissocio, che afferma che, il massimo splendore, i BG, lo raggiungeranno solo con l'album successivo Imaginations, ossia, "Nightfall...". Ora, non so voi, ma io, quando ho inserito il cd nel computer ('cazzo ridete!?!?!? Non ho lo stereo, va bene?!?!?!), dopo aver ascoltato l'opener (da sola) ho detto: "soldi spesi bene!". Ed è vero, ragazzi! Qui c'è tutto! Vi piace l'heavy metal? C'è! Vi piace il power? C'è! E, soprattutto, e da questo album che i BG nascono come band autonoma, distaccandosi completamente dallo stile degli esordi, coniando un genere tutto loro, fato di riff epici e cori maestosi! La titletrack è da urlo; "The Other Side", ti stende; "I'm ALive" è bellissima"; "A past and Future Secret" è l'epicità; "And the Story Ends" è una ballads dai gusti epici che solo in pochi possono vantarsi di saper scrivere. Ma, il massimo, l'apogeo, la goduria estrema, sono da ravvisare nell'hit song, la quale racchiude melodia, epicità elfica e cori da bardi, "Bright Eyes"! Mai epic-song sarà solo lontanamente paragonabile a questa.... mette i brividi, tant'è bella! Ora, invece di continuare aridere, pensando ancora al mio computer, pigliate i vostri risparmi e comprate il CD, visto che si vende a prezzo ridotto! VOTO: 10
Nel 1996, i Blind Guardian, decisero che, forse, era giunta l'ora di prendersi un periodo sabbatico. Questo, anche a causa (o grazie?) alle numerosissime vendite della loro ultima fatica in studio e, soprattutto, dei numerosi show live che la band intrattenne per un numero di tempo esasperato. Fu così che, in quest'anno, il guardiano videoleso pubblicò "The forgotten Tales", la cui uscita fu preannunziata da un singolo, la cover dei Beach boys di "Mr. Sandman".
THE FORGOTTEN TALES (1996)
Tempo di cover anche per il guardiano cieco. Questo disco è uscito nel 1996 e, in genere, io detesto questo genere di dischi. Per diversi motivi. Il primo, non dicono un cazzo, essendo una sorta di "best of" ma di altri gruppi.
Secondo, anche eseguendo magistralmente ogni canzone, la si deturpa e, un po', si rimpiange (a volte mica tanto "un po') l'originale. Terzo, e più importante: l'originale è sempre l'originale e, per quanto ci si sforzi, una copia, nasce copia ed è destinata a rimanerlo in quanto tale. Ad vitam. Ebbene, i BG, ben consci di ciò, decidono di puntare sull'originalità della proposta. In primis, tralasciando il metal e concentrandosi su qualcos'altro. In secundis, proponendo qualcosa di loro ma in maniera diversa. Esempi di fiori all'occhiello, sono, "Mordred's Song" rieseguita in chiave tutt'acustica a far coppia con (già mitica di per se) "Bright Eyes". Devo però dire che, queste, in verità, perdono un po' del loro originale mordente... Babbè.
A seguire, in versione acustico-orchestrato, la splendida "Lord of the Rings", "Black Chamber" e "Theatre of Pain", davvero gustose. Ed ore, le chicche (per le checce, invece, rivolgetevi ai Freedom Call.... questa è cattiva, lo so, ih,ih,ih,ih,ih,ih!!!). Ossia: le covers! La prima, già sentita, ma mai schifosa a risentirla, è la splendida "beach-boys-iana" ...... "Ba-ba-ba Barbara Ann!"; eppoi, la strafichissima "Mr. Sandman," eseguita in maniera, a dir poco, strametallarizzata ed incazzata, con il singer ad urlare a mò di pazzo criminale, ed il batterista a stuprare il suo strumento (non parliamo degli assoli!); vado avanti, c'è "Spread your Wings" dei Queen! Ehi, cumbà... non varrà tutto l'oro che pesa ma, in fondo, un posticino nella vostra collezione la merita, che ne dite? Non fate i ciechi, senza neppur esser guardiani, e compratelo (è in commercio a prezzo ridotto, 'azzo vi frena?).
VOTO: 7.0
NIGHTFALL IN MIDDLE EARTH (1998) *
Dopo una lunga pausa dal Metal decido di ricominciare ad avvicinarmi alle sonorità metalliche con quest'album dei Blind Guardian, il migliore della band tedesca per molti metallari. Non me la sento di fare un paragone con Imaginations from the other side, piuttosto, preferisco premiare entrambi e lasciare ai posteri, individualmente, la scelta fra i due capolavori della band. Durante questo periodo di pausa, mi sono letteralmente drogato di Mirror Mirror, sicuramente la migliore track di tutto l'album, fantastica, mai sentita una canzone power così dannatamente bella. Se tutto l'album fosse stato qualitativamente al livello di Mirror Mirror, avremmo fra le mani il più grande capolavoro Power Metal di sempre. Tuttavia, anche i Blind Guardian sono comuni mortali, offrendoci un lavoro comunque ottimo, basato sull'opera più complessa di Tolkien, il Silmarillon. Forse il difetto più evidente dell'album è proprio questo: un libro è una cosa, un album è un altra. Riempire la tracklist di 10 tracce inutili che fanno da intervallo fra una canzone e un' altra non è stata una mossa intelligentissima. Potrei essere io il coglione che non capisco le esigenze narrative che la band voleva rispettare nello scrivere il Silmarillon su pentagramma, ma sono sicuro che quando sentirete NIME la seconda, o la terza, o la quarta volta, spingerete FF. Sicuro come la morte. Poi vediamo chi ha ragione. Acquisto consigliato, soprattutto alla lce della considerazione che non è il classico, gaio, stupido album power metal come mille in circolazione. Merita il votaccione. VOTO: 10
* rece di Paolo Grunja B
A NIGHT AT THE OPERA (2002)
E furono cazzi amari pure per i Bardi teutonici, antichi prosecutori del verbo "Hobbittiano"; arcaici profeti di novelle, ai più, molto care e gradite. novelle di fate, folletti gay, elfi transessuali, altri mostriciattoli ermafroditi, e via discorrendo.
Era pure ora che (nonchè, ovvio!) che i nostri amici bardi, si fossero rotti un "tantino" i "bon-bon". Questo, ad honor del fatto che, un disco come "Imaginations..." col cazzo lo si riscrive. Ma neppure lo ri rasenta. Idem dicasi per il suo prosecutore (per me, un gradino sotto).
Orsù, dunque. Cambiamo musica maestrp! Diamo iniziao all'opera. E, opera fu.
Prima di iniziare l'analisi microscopica, preferirei introdurre il tutto ad un livello più macroscopico. In effetti, il suddetto lavoro, quando uscì (2002, mamma Virgin), fu, non poco, aspramente criticato. Questo per via della sua eccessiva "osticità" nell'ascolto.Seppur tecnicamente ineccepibile, ogni canzone, è pervasa da una infinità di arrangiamenti, accompagnamenti, orcestrazioni,synth; roba alla quale si aggiungono 200mila chitarre, l'una sull'altra (senza mai coprirsi, occhio!) che, in un primo momento, infastidiscono l'ascoltatore, da sempre abituato alle melodie dirette ed immediate che, il Guardiano Cieco, era solito creare sapientemente. Quindi, scordatevi le cazoni "Total Impact", della serie "Mirror Mirror" o ,la insuperabile, "Imaginations From The Other Side". In questo disco, salvo che in un apio di episodi sporadici ded isolati, non ne troverete. Al loro posto, invece, si fanno strada, dignitosamente, canzoni tecnicamente molto più articolate, mai banali e, soprattutto, mai noisoe (a parte, la conclusiva "And Then There Was Silence" che, coi suoi 14 minutidi durata, ammazzerebbe anche il vietcong più atroce, posso scommetterci!).
Comunque, pur mantenendo una durata media fra i 6-7 miuti a song, l'album si lascia digerire fino alla fine. Analisi micro. Iniziamo con l'opener, song dedicata, niente"popo"dimenoche, a sua supremazia, "Gesù Cristo"! Si, narra la storia di Gesù. "Precious Jerusalem", narra una storia vera, sensata, non idiota, non favola. Accettatelo e non piangete. Basta Hobbit e folletti. Basta elfi, fate e froci. Stop. La musica? E' bellissima, sia nei riff, sia nei ritornelli (in effetti, questa p uno deglli episodi isolati di cui sopra). Idem dicasi perla successiva "Battlefield".
OWell! E da adesso che iniziano le vere sorprese! "Under Ice" ci spiazza con il suo intro tutto "snth", per poi sfogarsi inun riff della Madonna e un refrain bellissimo sorretto da fantastici cori; proseguiamo l'ascolto con "Sadly Sings Destiny" che, nell'intro, ci riporta a sua eccellenza Van Halen! Si, avete capito bene. Poco power, molto heavy, specie nei riffoni. I cori e i ritornelli sono sempre fantastici e melodici ma, ciò che qui ci spiazza ulteriormente, è il breack, molto "simi-prog".... che facciano il verso a qualche band progressive? Chissenefrega! In fondo è bello e ci azzecca tutto. Proseguiamo con la ballad "The Maiden and the Ministrel Knight", introdotta da una bella orchestra dai toni molto fiabeschi. Che dire... è magnifica e le orchesrazioni varie sono favolose. La seguente, invece, è ben sorretta dal ritornello, canticchiabile e bello. Ancora,in settima posizione, "The Soulforged", ci trastulla coi suoi riffs-roccia dai toni HEAAAAAAAAAVY METAL! Per poi dipanarsi nelle classiche melodie Blind Guardian-style. Con una precisazione: la canzone è "happy-gay's" solo nei ritornelli. Quest, perchè, è davvero intinta di atmosfere cupe e drammatiche! Sul serio! E, siccome i BG sono dei geni del mestiere, per non farci esplodere i coglioni, ti ci ficcano un super refrain, in modo da destarti e ricordarti che, al suicidio, c'è sempre un'alternativa. 'alternativa è la loro stupenda musica.
Musica che, raggiunge il suo apice nella successiva "Age of False Innocence", introdotta da un bel piano e da un'orchestra che ha, il compito, di sorregerlo sapientemente e magistralmente. Stupendo, specie nell'attimo in cui, l'ascoltatore, si convince di essere al cospetto di una ballad, per poi, accorgersi che, la canzone è mostrusamente incazzosa! Belli i breack centrali, dai toni acusticie melodici. Eccoci giunti, in decima posizione, alla smaronata dell'album.... 14 minuti di mazzate sulle palle... davvero troppi! Ho saltato la nona, "Punishement Divine", perchè rispecchia il ittolo. Una punizione per l'ascoltatore.... ehi! Una bonus track, "Frutto del Buio", cantata in italiano esclusivamente per noi spaghettomani (in spagnolo, argentino, tedesco e non ricordo quale altra lingua, per le anzidette etnie). La canzone è una ballata, tutta acustica, con tremila chitarre che sfornano una prestazione superba. I nei, però, sono due:
1. non esistono basso e batteria. Solo per questo, meritereste la pena di morte!
2. è cantata in maniera pietosa "...frutto del buio, il tuo seme kresce.. in un moto di malinkoni...a!"; alla Ratzinger, tanto per capirii "G=c, c=k, eccetera...).
Vabbè.... sò TETESKI!
Beh.... andiamo al sodo.... ragà, io credo di avervi illustrato il quadro della situazione. A me, il disco è piaciuto. Avviso i fans tutti che, molto probabilmente, potrebbero rimanere delusi dall'ascolto. Almeno il primo e, comunque, superficiale. Quindi, prima ascoltatelo, poi fateci un pensiero e poi...... (ho lasciato il forno acceso in cucina... devo correre!!!!).
VOTO: 8.0
LIVE (2003)
Non è che ci dobbiamo impegnare più di tanto per capire che disco abbiamo tra le mani. Un magnifico album show-live del Guardiano cieco. Uscito per sugellare gli episodi più
felici della vita dei Guardian, il live in questione (in versione doppio CD) contiene songs tratte, per la maggiore, dai monumentali "Imaginations From The Other Side" e "Nightfall in The Middle Earth",
contando anche alcune perle da "A Night At The Opera", senza tralasciare, per questo, best seller del calibro di "Somewhere far beyond" e i primi due album.
Insomma, una sorta di best of nel vero senso della parola. Tralasciando i titoli delle songs, direi che questo disco è perfettamente prodotto, egregiamente suonato e splendidamente cantato. Il coinvolgimento del pubblico (milanese, per l'esattezza!!!!)
è alle stesse (ilpubblico, applaude, canta assieme alla band ed urla a squarciagola "Guardian, Guardian!"). Davvero emozionante, davvero. Così com'è emozionante l'esecuzioni di canzoni del calibro di
"Bright Eyes", "The Bard's Song", "Mordred's song" e "Born in the Mouring Hall". Non manca neppure "Majesty", l'anthemica "Nightfall" , "Lost in the Twilight Hall" "Imaginatiosn from the other Side" e la mitica "Mirror Mirror".
Idem dicasi per la toccante "Lord of the Rings" (potevano scordarsela?!?!?!?!) e la bruttissima "Frutto del Buio" qui, fortunatamente, cantata in inglese. Per chi avesse vissuto su un mondo parallelo
mi riferisco ad "Harvester of Sorrow" resa molto più aggraziata e bella, egregiamente suonata e magistralmente interpretata. Stupenda.
Allora, come si suol fare in certe occasioni, schiaffarci il 10 di turno non dovrebbe essere complicato, vero? Ce lo mettiamo? 10.... NO! CAZZO!
E sapete perchè? Perchè tutta 'sta perfezione (produzione laccata, pubblico e band perfettamente equilibrati senza che l'uno prenda mai il sopravvento sull'altro), esecuzione dei brani
praticamente perfetta (mai uno sgarro, mai un furori tempo) e, udite udite, il singer che non fa mai una stecca, anzi, si permette e concede il lusso di sparare acuti che solo in studio gli riescono (quando, chi conosce benei i BG,
sa perfettamente che Mr. Olbrich, dal vivo, non brilla certo per le sue esecuzioni canore....). Tutto ciò puzza di bruiato. E, il puzzone in questione, si sente da almeno dieci kilometri lontano.
A me, 'ste cose, mi fanno girar le palle. Il fatto è che, la bellezza di un live, sta tutta nel vedere (o ascoltare9 la propria band del cuore che si cimenta nell'impossibile non riuscendo, il più delle volte, ad egualiarsi come
in sede studio. Faccio un riferimento a "Live After Death" (chi non lo conosce può andarsene affanculo, grazie). Chiunque abbia ascoltato quel live sa bene che il buon Bruce Bruce, ogni tanto, una stecchetta la mena. Grazie al cazzo, però!
Non sta fermo un secondo sul palco. Un autentica bestia!Idem dicasi per il "Live Shit" dei Metallica. Sfido chiunque a prendere il posto di Hetfield, a fare l'idiota sul palco e a cantare e suonare contemporanemanente!
Insomma: ci siam capiti. L'operazione "ritocaggio in studio" è perfettamente riuscita. I bardi ci hanno provato e ci son riusciti. Solo che, Anatas, non lo si fa fesso così facilmente.
Ho centinaia di dischi live e di bootleg, roba da potervici seppellire vivi tutti, mostri! E, in verità, a volte, preferisco i bootleg ai live. questo perchè ,almeno, i bootleg sono molto più onesti
nella loro semplicità. Alcuni fanno davvero vomitare e, per contro, alcuni live album hanno la produzione di boothleg album Ma questo non è il nostro caso. questo è il caso di una band grandiosa che per riuscire a perfezionare l'imperfezionabile
ha ricorso al classico truchetto del mixaggio in studio, facendola molto più sporca del previsto. E, allora, dovrò punirvi. E lo farò a modo mio.
VOTO ARTISTICO: 9.0 VOTO SINCERITA': 5.0 VOTO ANATAS: VAFFANCULO, MUSIC BIZ!
A TWIST IN THE MYTH (2006)
Consiglio l'acquisto di questo disco per diverse ragioni che elencherò di seguito:
1. è in vendita a prezzo non prorpio esagerato ("Solo" 16.90 euro);
2. contiene un bonus CD della NUCLEAR BLAST, ossia "Blasting Your Ears! (Vol 2)". Cos'è? Niente, una raccolta di singoli di altri gruppi della rosa della Nuclear Blast. Quindi avete 2 CD;
3. Contiene una sezione multimediale, nella quale è presente il video di "Another Strange Me" (video straconsigliatissimo, nel quale appare la pazzia del gruppo totale) e il "Blind Guardian MediaPlayer"
Ed ora, passiamo alla musica, la cosa più importante,no? Allora, vediamo un po'... passo indietro o passo falso? L'uno compensa l'altro e, la distribuzione, tenderà ad una normale (statistca, docet). Lo so, non ci avete capito un cazzo. Per i profani, in pratica, i BG non hanno avuto le palle di continuare asperimentare nuovi percorsi, com'era valso per il precedente "A night at the Opera" che, molto scontentò, i fans legati alla vecchia guardia. Qulli che, tanto osannarono (me compreso) il loro capolavoro (almeno "pour moi") "Imaginations from the Other Side". Ed, in effetti, questo disco, lo ripercorre appieno. Pardon, lo clona appieno.
Ri-pardon: i Blind Guardian si autoclonano appieno. ecco,si, forse ora ci siamo. A partire dalla prima canone "This Will Never End", si capisce che, i nostri, non hanno mica voglia di scherzare. La song in questione è una killer-track, alla "Imaginations...", tanto per intenderci. Canzone che,da sola, fa meritare l'acquisto del platter. Poi si procede, tra le classiche canzoni della formazione che tanto entusiasmò iol mondo metallaro ai tempi di "Imaginations....", canzoni che non aggiungono (quasi) nulla di nuvo al sound della band. Si potrebbe parlare di passo indietro. no, preferisco parlare di un beld isco, questo perchè, se è vero che non c'è alcun tentativo di evolvere il sound (tranne in un paio di episodi che illustrerò), è anche vero che i BG il loro mestiere lo conoscono bene. Infatti, ciò che abbonda in questo disco è roprio il mesitere. Il saper fare. Il saper scrivere musica nel genere nel quale loro sono i maestri, quel power-heavy roccioso eepcio e pomposo, non nelle orchestrazioni, ma nelle voci (e, soprattutto, NELLA VOCE del mostruoso singer). Molto bella, la canzone "Turn The Page", nella quale, la band vanta un tentativo di emulazione dei Queen (spettacolare la voce di Hansi Kursch). E, "Another Stranger Me" ci mostra il lato più Hard-Rock della band 8divertente vederli suonare nel video, vestiti come gli AC/DC!!!!). Poi, c'è il singolo "Fly" che, a me, sembra la classica minestra riscaldata, se non fosse per alcuni bei passaggi di chitarra e gli stupedi solos di Andrè Olbritch. Ancora, si ripercorrono i suoli di "Imaginations..." nella semi ballad"Carry The Blessed Home", canzone in cui si "tenta" (col cazzo, aggiungerei) di "rifare" un'altra "Bright Eyes". Vabbè..... errori di gioventù..... (so ragazzi....).
Si alternano, per tutto il disco, episodi più heavy e rocciosi, a momenti più epici e pomposi. Poche orchestrazioni (che bello), molti cori vocali 8che bellissimo!) e, (che bellissimissimo) tanto, ma, taaaaaaaaanto spazio alle chitarre, basso e batteria! La perizia tecnica è indiscutibile, in ogni songs. Che altro dire? Che "The Edge" è un'altra canzone che mette i brividi? Che "Lionheart" è mostruosamente heavy? Che la ballad "Skalds and Shadows" ci riporta alla corte di Re Artù? E che, infine, "The Edge Order" vuol farci ricordare quanto bella fosse (mi scuso: è) "And The story End"? Il guardiano cieco, cieco rimane e non va oltre la sua nottata all'opera. Però il idsco è da avere. Parola di uno che, il power, se potrebbe spazzarlo dalla faccia della Terra, lo farebbe senza pietà, se nonfosse per poche eccezioni. Ed il nostro guardiano, rientra tra quelle. (Ah, già.... bella anche la copertina.... molto Rhapsody. O, Rhapsody on fire? O, meglio, Rhapsody IN fire? Meditate, gente, meditate.....
VOTO: 8.0