BioDiscografia curata da Antonio Anatas

I gelidi territori scandinavi, non sono solo in grado di sfornare a raffica gruppi
dediti a sonorità death n' thrash, black e Viking metal. Si, per la maggiore, forse,
è questo il trend. Trend, che, ad honor del fatto che "visto che, per 11 mesi l'anno, veidmao solo
freddo e neve, una cosa dobbiamo pur farla!". E così, quando ti scocci di suonare
estremo, cosa facciamo? Facciamo gli HIM e i "D Rasmus" (con, ovviamente, altri milioni
di gruppi clone e/o pseudo-tali). Sapete: è questa la cosa che non riesco a digerire
neppure con mille litri di acqua e bicarbonato. E, cioè, il fatto che ci troviamo innanzi
ad un piattume (che, il più delle volte, sfocia in pattume) terribile, stantio a se
stesso. La voglia di osare, di provare, sperimentare.... sembra solo una favola.
E, qualora paia accendersi quel barlume, quella piccola fiamma, quella luce invisibile....
ecco i vari fans del "loro genere preferito" dare addosso a chi "ha osato deturpare
il loro ex genere preferito". Ed io, qui, bestemmio come un'anima dannata, vergognandomi
, il più delle volte, di essere metallaro.
Fortunatamente, ogni tanto, sbuca, tra la merda, il solito fiorellino.
Fiorellino che, pur essendo tale, porta un nome davvero terribile ed inquietante, come
quello di "Apocalyptica", roba da chiedere la carta igienica, non appena nominato.
A tal proposito, sento doveroso ringraziare mio padre se, sin da bambino, mi ha cresciuto
a pane e musica classica, lirica compresa. Ok: cazzo c'entra la musica classica?
C'entra, c'entra eccome se c'entra.... infatti, i nostri, altro non sono che una band
dedita a sonorità classiche, ovvero, 4 violoncellisti, carini, carini che, un bel giorno
scoprono quanto sia bello l'heavy metal e, soprattutto, quanto sia bello suonare heavy!
E, allora: suoniamo heavy, no? Si..., ma non così di fretta.... visto che ci siamo, perchè
non farlo con i nostri amati violoncelli?
Nascono gli Apocalyptica, violoncellisti finlandesi di formazione classica
(provenienti dall'Accademia Sibelius), noti per avere eseguito brani heavy-metal
(principalmente dei Metallica, ma non solo) con strumenti classici..
Gruppo che, moi, adora.
C'era una volta....
APOCALYPTICA PLAYS METALLICA By Four Cellos - 1996
L'album in questione, altro non è che una raccolta di cover della band più famosa
(nel bene e nel male) del thrash: i Metallica. Raccolta di cover ma doveroso dirlo, tutte
eseguite coi violoncelli.
Signori: la classe non è acqua e qui, di acqua, c'è n'è davvero poca, anzi, direi che è proprio
assente! E' stupefacente ascoltare canzoni del calibro di "Of Wolf And Man", "Master Of
Puppewts", The Unforgiven", "Creeping Death", "Welcome Home", solo per nominarne alcune,
tutte eseguite in modo originalissimo, ossia, ai violoncelli.
Quando, qualche anno più tardi, ci hanno riprovato i Metallica in persona a suonare con
un'intera orchestra sinfonica le loro stesse canzoni, il risultato lo conoscete: pietoso
all'inverosimile. Invece, questi quattro svedesi, ci mettono il cuore, e si sente.
Ora, non starò qui a dirvi che è doveroso avere questo disco nella propria collezione.
Sbaglierei, e questo a ragione del fatto che, chi odia la musica classica, probabilmente
potrebbe annoiarsi ascoltando il idsco in questione; ascolto che risulta "pesante" anche per
un appassionato del genere. E questo, perchè, la produzione non è limpida e stellare
(così come lo sarà in seguito) ed, inoltre, i soli violoncelli, senza alcun accompagnamento, senza
alcun arrangiamento..... si fanno poco digerire, specie se suonati sempre alla stessa
maniera lungo tutta la durata del disco. Ma, signori miei.... una canzone come "The Unforgiven"
eseguita dai "Cellos" ...... mozza il fiato all'istante!
VOTO: 7.5
INQUISITION SYMPHONY - 1998
Per chi si fosse annoiato durante l'ascolto abbastanza difficile ed impegnato del
loro primo disco, di certo, non potrà dire altrettanto di questo lavoro.
Infatti, se la parte dei leoni la fanno sempre i Metallica ("Fade to Black" è bellissima, ma anche canzoni
come "Fight Fire with Fire" e, la perla dell'intero disco, "One"), qui troverà pane per is uoi denti.
Infatti, i quattro violoncellisti, si destreggiano abbastanza bene, coverizzando classici
della musica più dura del mondo: il death! i Sepultura, omaggiati con "Refuse/Resist" ed "Inquisition Simphony" ,
si trovano a far coppia accanto ai Pantera ("Domination") e ai Faith No More ("From Out Of Nowhere")!
E' qui la genialità del disco: non una sola band ed un solo unico genere, ossia, i Metallica ed il thrash;
largo, adesso, a death e funky - heavy!
Inoltre, i quattro, ci offrono anche un paio di episodi inediti ("Harmageddon" e "M.B."),
interamente composte dalla mano di Eicca Toppinen, uno dei "Four Cellos".
Per concludere, se, nel lavoro precedente, non ritenevo doveroso farvi acquistare l'album, adesso,
ritengo doveroso consigliarvene l'ascolto. Almeno quello, non potete negarglielo!
VOTO: 8.5
CULT - 2001
Piccoli violoncellisti finnici crescono. Basta cover. Cerchiamo di concentrarci
su episodi più "nostri". Cerchiamo di comporne di nostri, ascoltiamo il cuore, quello
nostro, non quello degli altri.
Nasce "Cult", opera più complessa e meditata, dalle tinte più gothiche, meno lineare,
a volte scatenato, a volte lento, a volte disperato, a volte triste e morente.
Per l'occasione, i "four cellos", si fanno accompagnare dal basso e dalla batteria e, devo dire, che la cosa
non dispiace affatto al sottoscritto, anzi, mi garba e mi delizia.
E' stupefacente ascoltare i violoncelli che reggono il confronto con un basso elettrico
e con la batteria, ora lenta, ora sfuriante in doppia cassa.
I nostri, cercano di proporci il tutto, anche sotto una tecnica diversa, facendo
"parlare" , per quanto ciò sia possibile, i loro strumenti, facendoli stridere,
urlare, ridere, lamentare.
non sarà un grande album, a volte cade, poi si riprende. Però, ed è qui che sta la
cosa più importante, si tratta di un disco di buona musica, composta col cuore e
suonata egregiamente. Signori miei, chiniamo il capo e rendiamo grazie agli Apocalyptica,
concedendo loro la palma ad honorem.
VOTO: 7.0
BEST OF APOCALYPTICA - 2002
Come dice la parola stessa, ci troviamo di fronte ad una raccolta della band finnica
più originale del pianeta. Il disoc in questione è un best di tutti i classici sfoderati
dalla band, classici che ripercorrono la strada che va dal loro esordio sino a "Cult".
Non ho molto da dire su questo disco, se non che consigliare l'ascolto a chi ha sempre
diffidato dei violoncellisti, ora per una ragione, ora per l'altra, tale da rendere
l'idea della loro proposta. Per gli altri, i quali possiedono già i loro disci, beh...
conservate i soldi, perchè, nella vita, non si sa mai....
VOTO: S.V.
REFLECTIONS - 2003
"Cult", non bastava più. Bisogna fare qualcos'altro, è doveroso. E' necessario osare!
E, allora, che si osi pure! "Reflection", seppur in parte, ripercorre la strada di "Cult", ma lo fa
deliziando il "palato" del suo ascoltatore, innanzi tutto, con una produzione finalmente
all'altezza e, in secondo luogo, presentandoci canzoni dal songwriting molto più maturo
ed ispirato. Sinceramente, io, innanzi a canzoni come "Faraway", "Conclusion" ed "Epilogue (Relief)",
mi sciolgo tutto... sono talmente icche di pathos che, a stento, trattieni le lacrime.
L'ascolto è davvero unico ed emozionante.... mille pensieri ti fugano per la mente.
Mille sensazioni, struggenti emozioni, delizia allo stato puro. Essia....
"...naufragar m'è dolce...."..... essia.
Canzoni "tornado" si alternano ad episodi più lenti e più classici nel senso più stretto
del termine stesso); canzoni la cui melodia è profusa nel solo fatto di essere state
concepite da ciò che, a parole, non può essere espresso; laddove, non giunge il verbo,
giungono i pensieri; laddove la mente non approda, approda la musica , le sue note,
la sua melodia; laddove vi è musica, ci sono i "four cellos".
Non vi ho convinti ancora ad acquistarlo, vero? Beh... ascoltate questa: c'è il basso che
accompagna i violonvelli. Si, ma c'era pure prima, in "Cult".... ok, ma adesso, alla
batteria, c'è un certo DAVE LOMBARDO! E, quando dico che quest'album DOVETE averlo
nella vostra collezione, allora, vuol dire che DOVETE portare i vostri glutei dal
vostro negoziante di fiducia, cercare sotto la letter "A" ed aprire il portafogli.
Ok, non vi resta che acquistare il disco, un signor disco!
Allora, dateve 'na mossa, su!
VOTO: 10
APOCALYPTICA - 2005
La magia e la classe, traboccanti in "Reflections", la melodia e l'estro pirotecnico
scaturente dai violoncelli della band, qui, si alternano ad episodi più gothici, più
"cupi" e malinconici, più drammatici.
Ora gli Apocalyptica sanno che, se vogliono andare oltre, se vogliono davvero superarsi,
devono evolvere il loro sound, ancora una volta. Anche se questo, vorrà dire deludere qualche
fan. Ma, in fin dei conti, che importa?
Sono necessarie ancora tecnica e tenacia, ambedue disumane, di Dave Lombardo? Forse
si.... e allora, che Dave si scateni, anche più di prima.
Ma, non è ancora l'apoteosi... manca qualcosa... quel qualcosa sono le parole.
Già, la musica, molte volte, esprime più delle stesse parole ma, quando l'una e l'altra possono
unirsi, fondersi, amalgamarsi, si giunge al sublimio della poeticità.
Ed ecco, per l'occasione, in vece di special guest, Ville valo (HIM) e (sigh! questa,
però, non ve la perdono...) Lauri Ylönen ("The Rasmus"... già, avete letto bene... uno così, trasfrma
poeticità in pateticità!). Vabbè... "D Rasmus" a parte, gli episodi sono solo 2 ed isolati.
Potranno piacere o no. In fin dei conti, non stonano e, a ben dire, è meglio che
siano solo due, da soli. Questo, perchè forse, più di due avrebbero davvero stonato
con la poesia profusa in questo disco.
Ancora una volta gli apocalyptica ci confezionano un grande lavoro, un ottimo disco.
Forse, davvero, l'unica nota dolente è la voce diabetica di Ylönen, ma fa niente.
Chi ama la musica, passerà oltre. Chi ama la musica, non rimarrà indifferente nemmeno innanzi
alle sfuriate sonore di "Quutamo", la quale ripercorre la scia di "Prologue: Apprehension",
del precedente lavoro. Grandi canzoni, grandi persone.
Altre songs da segnalare, sono le stupefacenti "Distraction" o "Fisheye" e la, perturbante
e malinconica, "Misconstruction".
Forse, ad alcuni di voi, puzzerà un po' di commerciale... forse... forse si, forse è
vero, ma a me non me ne frega davvero una mazza chiodata, ragion per cui, ci
schiaffo il mio voto e mando al diavolo chi pensa che, comporre grande musica, possa voler significare
"commerciale"!
VOTO: 10
POSTFAZIONE DI PAOLO "GRUNJA" B: Fantastico, mi è venuta proprio la curiosità di sentire questi violoncellisti!!!
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