BioDiscografia curata da Antonio Anatas


ANTHRAX


Non inserire la biografia degli Anthrax nel chiumm, significherebbe macchiarsi di un crimine pari allo stupro di nonna Papera. No, non sto scherzando... provate voi a violentare una vecchia gallinaccia che, per difendersi, utilizzerà solo materelli e torte alle mele.

Comunque, mele a parte, i newyorkesy Anthrax, entrano di diritto a far parte del PENTAGONO METLLARO, che, dall'83 a fine anni ottanta, si schiantò con violenza a mo di tifone distruttivo, sul mondo intero. Pentagono formato da Metallica, Megadeth, slayer, Testament e, non ultimi, Anthrax.

La formazione a stelle e strisce propone, ai loro due album d'esoridio ("Fistful of Metal" e "Armed And Dangerous") un chiaro thrash di ispirazione Slayeriana. Violenza e cattiveria, con Neil Turbin al microfono. La sua voce, al resto del mondo, ha sempre fatto schifo, ma, per il genere proposto dalla band, andava più che bene. Poi, un bel dì (loro dicono che Neil era "dittatoriale"..... voi ci credete?), gli Anthrax assodano dietro il microfono un tal Mr. Joey Belladonna, cantante meno incazzoso, ma capace di inviare, con la sua ugola, certi acuti da far tremare le pareti di una costruzione in cemento armato.

Che dire..... gli Anthrax si sono sempre saputi distinguere dalla massa thrashettara, sia per il genere musicale proposto (il loro insuperabile tecno-thrash, che poi sarà di ispirazione per i filippini Death angel), sia per l'immagine un po' strana del gruppo (avete mai visto dei metallari, brutti sporchi e attvi, presentarsi in pubblico in bermuda?) e sia, soprattutto, per la serietà della loro poposta musicale, insita nei testi.

Dopo un paio d'album d'esorido poco felici, si sono imposti immediatamente con un bel full di assi, ovvero, "Spreading the Disease" (ancora oggi, cosiderato il loro capolavoro), "Among the Living", dai toni più seri, "persistence of Time" e lo "strano" (per via del modo di presentarsi al pubblico) "State of Euphoria", anche lui, un signor disco. Certo è che, poi, le discrezie all'interno del gruppo, prima o poi, vengono sempre a galla. così è stato anche per loro che, dopo State Of Euphoria, decidono di silurare Belladonna (divergenze musicali?), per assoladare l'ex Armored Saint "John Bush".

E, da qui, fino ad oggi, sono dolori per la band. Questo, non a causa della scarsità dei pezzi musicali proposti (a mio modo di vedere, sempre validi, ad eccezione, forse, di "Stomp 442, un poco meno ispirato rispetto agli altri), ma per l'improvvisa ed inaspettata sterzata musicale della band. Addio tecno-thrash, welcome thrascore. Ovvero: Hardcore & Thrash Metal, miscelati e serviti ai fans che, da ebeti, sputarono in faccia al gruppo 8in modo figurativo). A mio parere, dischi come "Sound of the White Noise", "Volume 8" ed il più recente, "We've come for you all", li terrei nella mia collezione ad vitam, cascasse il mondo. Anzi, proprio "Sound of...." è uno dei miei dischi preferiti. Vabbè, l'ebetismo è esistito e sempre esisterà.

Fato sta che, dopo "Volume 8", aull a band, cala il sipario ed il silenzio più assoluto. Non si sa più nulla. tant'è che si vocifera di scioglimento e cazzate varie. Ma la band, continua interperrita con i suoi live show, fino al fatidico 11 settembre 2001 , periodo che scosse il mondo e l'America. Infatti, dovete sapere che, gli americani, furono presi da una doppia fobia terroristica: quella degli aerei cadenti e, ahi ahi, quella dell'antrace. Vi ricordate che si spargeva in giro per le città americane, negozi, centri abitati,e chi più ne ha ne metta, certa robetta velenosa.... Anthrax! (ovvero, antrace). Chi ci poteva andare di mezzo? Gli Anthrax che non centravano un cazzo. anzi, furono minacciati d'essere censurati (il loro monicker), nonchè obbligati, più di una volta, a cambiare nome al gruppo. La band rispose col dito medio sollevato. nonostante ciò, in uno dei loro concerti, durante una loro esibizione, sul bill (la scaletta dei gruppi), non comparve il loro nome. Infatti, questo fu sostituito da un semplice "special guest". Così, quando il gruppo salì sul palco per esibirsi, John Bush, al microfono, disse "Comunque, per chi non l'avesse ancora capito, noi siamo gli anthrax....". Il pubblico scoppiò a ridere. Fortunatamente, il loro senso dell'umorismo non li ha mai abbandonati. Così come la loro originalità: una volta proposero un concorso nel quale, il vincitore, avrebbe potuto suonare una canzone, a sua scelta, sul palco assieme al resto della band, con lo strumento a lui più competente. Un giovincello, vinse e, accanto i 5 newyorkesi, imbracciò la sua ascia e diede fuoco e fiamme al palco. Sono esseri comuni? Sono normali? Non so. Però, sono certo passeranno sicuramente alla storia.

Si, gli Anthrax passeranno alla storia per vari motivi. In primis, per il cambio dei cantanti che coincide col cambio di proposta musicale della band; in secundis, per il loro spiccato senso di anticipare mode e trends vari. Hano anticipato il tecno-thrash; hanno anticipato il rap cantato nel metal e lo sfatamento del metallaro tutto borchie e catene; hanno anticipato il mix thrash+hardcore (ascolta "only", metallaro medio, e poi ne riparliamo). E, per finire, hanno anticipato la fine del thrash.

La bands, di vicissitudini interne e legali ne ha viste di tutti i colori, tant'è che, dopo "Volume 8", datato 1999, passeranno parecchi anni affinchè la formazione ritorni a far casino con "We've come...", onde scuotere mezzo mondo col loro thrashcore. Grandi gli Anthrax.... peccato che, pora putttana di una Eva ingrippata da un cavallino storno arrapato, si siano, anche loro, infettati del virus "reunion" riassoldando Belladonna (dicono temporaneamente... ma Bush, che cazzo di fine ha fatto?), e "parcheggiando" il povero John Bush, in attesa di Godot.

Ora, chi cazzo sia il cantante ufficiale della band, non lo sa nessuno e, forse, neppure loro (chi dice che Blladonna pè stato chiamato solo per un tour; chi dice che inciderà ilprossimo disco con la band). Sta di fatto che non si hanno più notizie della band. Mah, chi vivrà saprà. io, saprà.

See-ya!

ARMED AND DANGEROUS/FISTFUL OF METAL (1984/85) Questa rarissima edizione limitata (che, guarda un po', io possiedo....eh, eh, eh, eh!!!), contiene i due album degli Anthrax, quelli degli esordi, tanto per intenderci! Produzione così, così, canzoni così, cosà.... cantante non proprio all'altezza nè di Belladonna (che lo sostituirà quasi immediatamente), nè, tantomeno, del mitico-granitico John Bush, il mio preferito! Neil Turbin, primo singer della formazione più velenosa del mondo, a me, non è mai dispiaciuto, anzi, per quanto im riguarda, avrebbe potuto benissimo continuare lui la strada assieme al resto della band. Invece, per un motivo e per l'altro, così non sarà. Mi spiace, ma, in queste canzoni, laddove emerge un'incazzatura ai limiti degli estremi, vi è il meglio del thrash ottantiano, con pochi fronzoli ed inventiva, ok, ma sempre mitico thrash ottantiano,cantanto, amio avviso, in maniera superba! La voce, seppur sgraziata, stridula, "stonata" di Turbin, è davvero azzeccata per il genere proposto dalla band... peccat che, da lì in poi, la band svolterà per un genere più tecnico ed intricato (e, soprattutto, geniale!), ma, ahimè, arruolando quel "coso" di Belladonna, il cantante Thrash dalla voce più "gaia" del mondo... Inutile citare le canzoni. basti sapere, ai più, che, per il thrashettar-medio, questo album, rappresenterà l'apoteosi stessa del genere (un pò come "Pleasure To Kill" ma, non agli stessi livelli... lì, siamo su un altro pianeta!). Mentre, per colui che cerca inovazione, e non tempi con la doppia casa a manetta senza che vi si trovi mai un attimo di pausa e/o di respiro, allora, sconsiglio l'acquisto (ma non l'ascolto). a me, il disco, piace, e pure tanto. Ma, vi avviso, non rispecchia affatto quello per cui gli Anthrax son divenuti famosi. Quindi: attenzione! VOTO: 7.5

SPREADING THE DISEASE (1985) Qusto disco, uscito in pieno momento di esplosione del tecno-thrash, mostra il lato più creativo-talentuoso-mostruoso degli Anthrax. Nonchè, mostra un certo Joey Belladonna dietro il microfono, tutto intento nel rimpiazzare le prove non esaltanti (per il gruppo) di Neil Turbin. Ok, per il genere di musica proposta dalla band, devo dire che, Mr. Belladonna (che cazzo di cognome, vero?) è davvo un mostro 8però è simpatico....). Ora, passiamo all'analisi periscopica delle songs. L'inizio esaltante, con il refrain "Welcome to your Nightmare!!!" che ti carica l'adrenalina a mille e ti fa sbattere la testa contro il muro di casa. Povero muro...Le peripezie tecnico-compositivo del gruppo, poi, sono esaltate nelle canozni Madhouse e Medusa, roba da far saltare le cervella. Momenti di sfuriate thrash e momenti più meditati (i bellissimi mid-tempos, marziali e mortali) si alternano per tutto il disco. Disco che, a mio parere, costituisce uno di quei gioielli che NON devono mancare nella vostra collezione. Ancora, la band mostra il suo lato più melodico, sia nei solos, sia nella song "Armed And Dangerous", semi ballad, dal gusto veramente chic; per poi sfoderare, al fin, i coglioni fuori nelle conclusive "Gung-HO" (testamento del basssita, nella quale song, il punto di forza è tutto nella sezione ritmica). Un complimentone, infine, ai testi, mai idioti, come molti loro colleghi (chi ha detto "Slayer"?), ma sempre impegnati e trattanti tematiche serie. Quindi: addio thrash sfuriato degli esordi (alla Slayer), ben venuto tecno-thrash coi controcazzoski! VOTO: 10

AMONG THE LIVING (1987) Degno successore di "Spreading....2, Among the Living ne ricalca (in parte) le peculiarità artistico-compositive-musicali. Più cupo nei testi e più impegnato ma, non per questo, meno rabbioso e furioso. Il punto di forza del disco è tutto nella sezione ritmica, sosteuta dal resto del collettivo. La title-track è rabbiosa e thrash allo stato brado; "Caught a Mosh" è storia; "Infians" e "Afilnikufesin (N.F.L.)" si toccano temi più scottanti, come il razzismo, l'abuso di sostanze stupefacenti e la violenza. Inizia a serpeggiare il rap-hardcore sia nella suddetta "Caught..." sia in "Skeleton in the Closet". infine, l'ironia e la pazzia del gruppo esplode appieno in "I''m The Law", song dedicata al Judge Dredd (ricordate il film di Stallone, ispirato all'omonimo fumetto? Gli Anthrax, il cervello, non l'hanno mai tenuto abbastanza apposto, con tutti i pezzi, intendo....).
Album meno diretto e violento ripsetto al predecessore, è vero. Ma non significa meno d'impatto. Parola di thrshettaro.
Da avere.
VOTO: 8.0

STATE OF EUPHORIA (1988) Iniziano i dolori. Gli Anthrax si propongono ai loro fans in veste completamente rinnovata (veste e vestiti: bermuda!!!!!).
Bermuda + Rap = ORRORE!!!!!!!! Se, poi, si fa anticipare e seguire l'album da una serie di singoli, la frittata è fatta (come se fosse che si cia qualcuno, dietro ognuno di noi, pronto a spararci alla tempia se non acquistiamo i singoli maledetti. Chi cazzo vi obbliga a farlo? Black Album, docet). Comunque,la proposta della band non cambia: un thrash coi controcazzi, ben suonato e stupendamente cantato e introdotto dal suono dei violoncelli! I punti di forza sono nell'intro "Be all, end All", "Now it's Dark" e "Make Me Laugh", canzoni tesissime e thrashettissime, ma dai toni drammatici. Sembra quasi che, per un attimo, la band, abbia volutomettere da parte la sua immagine tutta caricaturale per potersi concentrare su temi davvero impeganati.
Ma, appunto, "sembra, poichè, gli episodi più energici, come "Out of Sight, out of Mind" non mancano. Chiude in bellezza "Finale", dall'assolo di chitarra più bello del mondo. Album incompreso, che sarà rivalutato solo grazie al tempo ed al buon senso (che cresce nel senno di "quasi" tutti). Compratelo, mostri.
VOTO: 9.0

PERSISTENCE OF TIME (1990) Ancora una volta l'antrace si dimostra per quello che è: velenoso e mortale. Il disco, inizia con un bel tichettico d'orologio che scandice il tempo la fine del mondo ("Time", distruttiva all'inverosimile). Tutto il disco si regge sulla sezione ritmica basso-batteria. Sfuriate isteriche e malate (come la conclusiva "Discharge") si alternano ad episodi più melodici ("Intro to reality") e ad altri orientati verso l'hardcore, ancora immaturo ("Got To the Time). Non mancano le anthem ("Blood"). E, ahimè, non mancano i difetti.
Infatti, seppur trattandosi di un disco ineccepibile da qualsiasi punto lo si voglia analizzare (siamo agli esordi del rappeggiamento nel thrash!!!!!), ciò che abbonda in questo disco è il mestiere e le idee, purtroppo, iniziano a scarseggiare. Non che faccia schifo, cazzo! Non possedere "Persistence of Time" significa essere tarati e otturati mentali. Purtroppo, ripeto, il disco non è tirato come i suoi predecessori e, potrebbe stancare l'ascoltatore. Che gli Anthrax stiano perdendo linfa compositiva? Col cazzo! Gli episodi sotto tono sono, al più, un paio; e poi, aspettate di ascoltare il suo successore e ne riparliamo.....
iah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah!!!!!!!!!
VOTO: 8.0

ATTACK OF THE KILLER B'S (1991) Disco inutile, vale quanto pesa, perchè si tratta di una raccolta dei successi della band. L'unico lato positivo è quello di poter ascoltare le prime songs del gruppo (quelle incise sui primi due dischi con Neil Turbin) cantate da Belladonna che fa sfigurare il povero Neil. Per il resto, se non sapete cnemmeno chi cazzo sono gli anthrax perchè, chessò, negli ultimi 22 anni avete vissuto su Saturno, potete acquistare questa raccolta, facendovi un'idea delle potenzialità della band. Per il resto: pesatelo e valutatelo, docet. Ah, volete sapere perchè è stato pubblicato 'sto coso? Leggete il resto e lo saprete. Le raccolte, non nascondono mai buone novelle...... VOTO: S.V.

Qui iniziano i dolori all'interno della band. Belladonna abbandona (poco amichevolmente) la band. Chi ingaggiare dietro il microfono? La scelta ricade su un cantante dalla voce completamente diversa dal suo predecessore, ossia, John Bush, ex Armored Saint. Ergo: svolta stilistico-musicale del gruppo. Dal tecno-thrash tanto amato ed osannato dai fans, si passa, senza tanti complimenti, ad un thrash dalle tinte hardcore. Anzi: un Hardcore con spunte thrash.
Questo è "Sound of the White noise", disco incompreso dal resto del mondo che sarà rivalutato solo dopo. Peccato che la gente sia così (censura!!!!!). Davvero un gran peccato. Io, ascoltando "Only" impazzisco. Solo "Only" vale il resto del disco. Eppure c'è chi ha bestemmiato a morte su questo platter. Vabbè, roba da metallari paraocchiati.....
Su chi poteva ricadere la colpa di siffatta crudele scelta stilistica? Ma sul nuovo singere, ovvio! Povero mondo, come siamo ridotti.....

SOUND OF THE WHITE NOISE (1993) - RISTAMPA Fra i metallari, da tempo, si fa largo una leggenda. Questa racconta di come gli Anthrax abbiano raggiunto la perfezione ingaggiando dietro al microfono Joey Belladonna, il quale avrebbe sostituito Neil Turbin. Che, sempre, i cinque della West Coast, abbiano sfornato capolavori del Thrash Metal, quali "Spreanding The Disease", "Among The Living" e, il sottovalutato, "State of Euphoria". La leggenda continua e narra di come gli Anthrax siano divenuti, di diritto, una delle cinque punte di quel pentagono del Thrash Metal, accanto a Metallica, Megadeth, Slayer e Testament. E che, per finire, dopo l'ultimo lavoro in studio, "Persistence Of Time", gli Anthrax siano stati vittima di una imbarazzante parabola discendente, causa, in primis, dell'abbandono del loro mitico singer e, infine, del loro improvviso cambio stilistico (già intraveduto in "State Of Euphoria"). La leggenda non poteva che concludersi nel peggiore dei modi, ossia, "spezzare" ulteriormente le gambe al quintetto che, rimasto senza vocalist, ingaggiò John Bush (ex Armored Saint), il quale contribuì a dar vita a questo "Sound Of The White Noise" che, assieme a "Stomp 442" e "Volume 8: The Threath Is Real!", avrebbe posto la parola fine alle imprese del gruppo. Mah, ognuno si tenga le proprie opinioni, fatto sta che io, in questo lavoro, non ci vedo nient'altro che della buona musica, composta bene, suonata ancora meglio e cantata per la prima volta in modo davvero degno da una band che si fa portatrice della bandiera del Thrash negli Stati Uniti. Belladonna, se dal suo canto possedeva una voce in grado di sparare acuti sin su la vetta del cielo, dall'altro non possedeva un briciolo di aggressività (un merito che non si può disconoscere, invece, a Neil Turbin, singer che, Dio solo sa perché, è stato tacciato di incapacità. Bah,….). Aggressività che John Bush fa emergere in tutta la sua potenza, in ottime songs, quali l'opener "Potters Field", ottimo biglietto da visita del gruppo, o, ancora, le magnifiche "Room For One More" e "Hy Pro Glo". Le differenze, rispetto ai lavori precedenti, si sentono, soprattutto riguardo ai suoni e ai testi (ambedue mai così cupi come in passato) e alla musica, questa volta orientata maggiormente verso territori confinanti l'hardcore, piuttosto che il Thrash old school (che, comunque, non scompare mai del tutto). Involuzione? No, semplicemente buona musica e basta. Punto. Come restare indifferenti di fronte ad "Only", canzone fra le più belle mai composte dagli Anthrax (provate a resistere al refrain). Oppure, come non apprezzare "Black Lodge", gemma oscura che, con il suo bagliore, dona un fascino unico a questo album, il più incompreso dei newyorkesi. Misteri della vita….. Permettetemi di aggiungere che la ristampa è avvolta in un gustoso formato digipack, con allegato un cd bonus, contenente quattro video clips della band e tutto al prezzo di un unico Cd. Che altro si può desiderare in un momento in cui il vile mercato del music biz viene inflazionato da uscite inutili (per la cronaca: a tutti i signori della premiata ditta "Dragoni & Spadoni" direi di dare almeno un ascolto al disco e di imparare…) e, soprattutto, costose? Fate un piccolo sforzo e "accattatavill"! VOTO: 8

STOMP 442 (1995) Cacchio di titolo, eh? Beh, questo fu, all'epoca, l'album che decretò la morte artistica degli Anthrax, tale da far inorridire critica e fans.
In fondo, la copertina, non è che presenti il disco nel migliore dei modi: un'enorme palla di immondizia. Il resto, fatelo voi.... Io, comunque, levandomi i paraocchi, son riuscito a scorgere del buono anche nel suddetto platter. E, del buono, c0'è n'è a sufficienza. Le prime 5 tracks sono micidiali. La sezione ritmica è perfornante e martellante dalla prima all'ultima canzone. La vece di John Bush è, oltresì che migliorata ma, non perde frangenti per nessuna delle songs presenti nel disco (11, per l'esattezza, tra le quali una penosa ballad.... vabbè). Allora, perchè non mettergli un bel 10, visto che gli assoli di chitarra sono vertiginosi e vorticosi, il che rende il tutto un bel tortone da servire a fine pranzo matrimoniale? Perchè, purtroppo, pur se trattandosi di un'ottimo album di thrash-hardcore, come ogni albumdi tal pregevole fattura, tende, alla lunga a stancare l'ascoltatore.
Non vi preoccupate: le palle vis i strizzeranno verso le ultime songs. Le prime sono da "paiura"! E, il grande singer, si adatta alla perfezione alla nuova impresa stilistica della band. Purtroppo, per molti e per me, questo disco, seppur valido, col suo ottimo predecessore,quel fantastico "Sound of White Noise", non regge il confronto. E, chi era rimasto seppuir in minima parte contento delle intenzioni intraprese dalla band, con "Stomp 442", ha gettato la spugna e abbandonato gli Anthrax. Mi spiace ma, come sempre e ogni cosa, il tempo renderà giustizia a tutto.
VOTO: 7.0

VOLUME 8: THE THREAT IS REAL (1998) Disco senza nè capo nè coda, almeno apparentemente. Perchè? Beh,se fino ad ora c'erano almeno dei pochi, vani, evanescenti, ectoplasmatici spunti di thrash, anche per puro sbaglio, in questo disco, di thrash, non ne sentirete neppure lodore. Allora: fa schifo?
No. E', praticamente, diverso da tutti i dischi fino ad ora composti dall'antrace. Johon Bush non è mai stato così satanico nel cantato. E, le prime due song, sono da sballo più totale, don dei refrain che ti fanno esplodere le cervella all'istante. Poi, l'album, prende una piega inaspettata e si dedica completamente al punk-hardcore. Così, come se gli Anthrax avesser suonato questa roba sin dagli esordi. E' logico che, all'epoca dell'uscita del disco ciò fece accapponare la pelle a più di un fan. E, non solo. La critica mitragliò alla cieca sul platter tant0è che, a seguito, degli Anthrax non ne sentiremo più parlare, se non per alcune apparizioni live e le solite raccolte del cazzo che nulla dicono e null aggiungono (il che, è ancora peggio). Anche qui è presente la solita semi-ballad penosa e patetica, vero, ma splendida nel suo genere. Allora, tirando le somme: amate il punk? amte l'hardocre? Amere questo disco ed il voto sarà un bel 9, pieno pieno. Ma, purtroppo, a me non piace. Perchè stanca. E questo, ripeto, senza nulla tolgiere allaperizia etcnica dei musicisti, sempre sopra le righe! Col cazzo ne senitremo oggi fdi dischi del genere. Purtroppop.... de gustibus. La cosa migliore da fare è un ascolto prima dell'acquisto. Per il resto: de gustibus, docet.
VOTO: 6.0

WE'VE COME FOR YOU ALL! (2003) Mi vien da piangere nel recensire questo disco. Ricordo che l'acquistai subito, non appena uscì (esattamente come feci per st. Anger, solo che, St. Anger, è una cagata mostruosa). Questo perchè, gli Anthrax, sono stati sempre uno dei miei grupi preferiti. E, quando per anni andarono in letargo, temetti il peggio. Fortunatamente, non solo son ritornati ma, hanno spaccato il culo al mondo con questo gran bel pezzo di discone, ibrido tra thrash e hardcore, incattivito dal vocione maledettamente incazzato di quel gran pezzo di cantante che risponde al nome di John Bush! Ad esclusione delle prime songs, dove vi è un seppur vago acceno al vecchio tecnop-thrash degli esordi, il restante materiale è pura cattiveri hardcorizzata, sputata in faccia all'ascoltatore senza fronzoli sulla lingua. E, sempre, al vecchio "antrace-stile, ossia, senza prenderla tropppo sul serio. Ecco che, con "What doesnt Die", le danze si aprono e si assiste alle sfuriate in doppia cassa. Ed io, fortemente vi consiglio il video della canzone traboccane di zombie!!! Poi, in "Superhero", si fa riferimento a Gesù Cristo in persona (e trovatemelo voi un altro supereroe capace di compiere gli stessi miracoli, che vi pago!)!!!! Poi, l'antrace pù sfottò, prende in giro i blacksters, ed infine, si tocca l'apice con "Safe Home", super ballads da super head-banging mode! Mai ascoltata una ballad così bella, (pure veloce!!!) , ruffiana e accattivante! Ceh viene, poi, riproposta in chiave acustica dopo, per dimostrarci quanto gli Anthrax siano capaci di rvinare le loro stesse canzoni....
Purtroppo, il disco ha un unico difetto: troppe songs. E, alla lunga, rischia di stancare. Ma, in fin dei conti, è un gran bel pezzo d'album E, a quanto si vocifera, l'ultimo con Bush in formazione. Si, perchè (porca troia!) pure loro, i puri, gli ultimi alfieri del metal vero, quello incontaminato, hanno ceduto al demone delle reunion e si so ripresi quel vechio bidon-mobile di Belladonna..... Lasciamo perdere, sennò bestemmio come un lupo mannaro.... VOTO: 8.5

THE GREATER OF TWO EVILS (2004) Ebbè, l'abbiam fatto una volta, rifacciamolo. Però, 'sta volta, fcciamolo dal vivo. Infatti, il disco in questione è un bel live album, laddove, il nostro simpatico John Bush (ouh! A me sta simpatico!) canta tutte le canzoni del vecchio repertorio dell'antrace, quelle, per inciso, quando, dietro all microfono, c'era un certo Joey Belladonna.
Il ruisultato? non c'è paragone. Non perchè l'uno sia meglio dell'altro e/o viceversa. E che, John Bush, è un mostro. A me piace un casino come singer e, a dirla franca, con la sua voce più incazzata e satanica nei growl (che Belladonna non aveva MAI sfornato pur cantando thrash) ti esalta in ogni song.
Le canzoni sono tutte ben cantate e ben suonate (soprattutto). Inoltre, cosa non da poco (caratteristica esclusica degli Anthrax), è da mettere in rilievo come la band riesca ad intrattenere il suo pubblico tra battute e stacchetti da siparietto..... Gli Anthrax! Se non ci fossero, davvero, bisognerebbe inventarli!
VOTO: 8.5

Siamo alle conclusioni. Dopo la pubblicazione, su formato DVD, di un loro concerto, dal titolo "Music of Mass Destruction", sulla band ricala il sipario. Tant'è che,la casa discografica sis entì in dovere di ristamapre quelle che, all'epoca, furono definite le due più grosse merde mai concepite da un gruppo musicale, ossia "Stomp 442" e il favoloso "Sound of the White Noise", dei quali io possiedo solo quest'ultimo. L'altro, ce l'ho in edizione "stagionata".
Poi, un bel dì, la notizia: facciamo un concerto live con Belladonna, così, per accontentare i fans. Bush non apre bocca: ebbè, se è per i fans, che lo si facci (fantocci, docet). Povero babbeo.... se solo avesse saputo quanto gli fosse costata cara questa decisione. Quella, infatti, non era la voce dell'antrace a parlare, bensì, quella del virus "Reunion" che stava colpendo, indiscriminatamente" bands del calibro di Death Angel, Van Halen, Slayer, Testament, Exodus e compagnia bella.... un'epidemia. E, di virus si tratta, perchè tutti gli intervistati, dicevano esattamente le stesse puttanate "...in studio ci siamo ritrovati... è scoppiata la scintilla.... è stato come se non ci fossimo mai separati....". Ma vallo a raccontare a tua madre, così ti da un bel calcio nel culo e ti spedisce lì dove dico io (non hai capito? Affanculo ti spedisce, razza di cazzone affumicato!).
Ora, il povero John Bush, è in attesa del suo destino amaro e tragico. Chi è? Cosa fa? E, soprattutto, cosa farà? Magari una bella reunion con gli Armored Saint, per infilarglielo nel fondoschiena all'antrace e vedere chi è più velenoso tra id ue? Beh,la sapete l'ultima? Una vocina, ina, ina, ina, ina, su di una bella reunion degli Armored Saint sta circolando.
Virus o vendetta? Tutti e due per "V" iniziano...... ai posteri l'ardua sentenza!

ALTRI ASCOLTI

MUSIC OF MASS DESTRUCTION - DVD -
VOTO: 9.0


POSTFAZIONE DI PAOLO GRUNJA B: Le biografie di Anatas sono sempre favolose.... hanno un chè di demenziale..




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