Recensione a cura di Andra "Thy Destroyer", foto di Dario "Thunder" Bellagamba

IRON MAIDEN + TRIVIUM + LAUREN HARRIS: la ciurma parte da Torino verso le 14 e 30, con l'obiettivo di arrivare al DatchForum al più tardi alle 16, in quanto la coda che ci si aspettava di trovare era parecchia. Infatti, grazie al cielo, siamo arrivati all'orario previsto riuscendo a posizionarci a metà della fila. Dopo la spasmodica attesa di due ore e un quarto, i cancelli si aprono e la folla comincia a trasferirsi dentro la struttura milanese atta ad ospitare l'evento. Trovato un posto dove poggiare le stanche membra, ci prepariamo ad assistere al concerto della figlia di Steve Harris, Lauren, che sale sul palco alle 19 e 15. Da quello che avevo sentito sul suo sito devo dire che non mi aspettavo nulla di eccezionale, ma, appena salita sul palco, mi fa ricredere (almeno in parte) e mi godo volentieri la sua mezz'oretta di hard rock venato di glam. I musicisti sono piuttosto preparati, anche se poco personali: il chitarrista imita in tutto e per tutto lo stile di Zakk Wylde, il bassista sembra Duff McKagan castano ed il batterista fa il possibile per assomigliare a Matt Sorum. Forse un po' più di originalità non avrebbe guastato, in quanto di band del genere in giro ce ne sono tantissime. In sostanza, si capisce subito il motivo per cui Lauren Harris suona di spalla agli Iron Maiden… Voto: 6.

Ed ora, dopo un cambio palco durato mezz'oretta, mi godo il concerto di una delle mie band preferite: i Metallica!! Come? Non sono i Metallica? Ma sono in 4, suonano alla stessa maniera ed il cantante ha la stessa voce!! Però c'è quella T sulla batteria che mi insospettisce e l'intro non era quella di Morricone…Ah si!! Ora ricordo!! Sono i Trivium! Beh, non si può certo dire che nemmeno loro, come Lauren Harris, siano tanto originali, in quanto hanno banalmente preso i 'Tallica d'annata e modernizzato il loro sound. L'unica cosa che riusciva a diversificare un po' la loro proposta, prima dell'ultimo arrivato "The Crusade", era la voce del chitarrista-cantante Matt Heafy che, con un urlato estremamente potente, intesseva le trame del suono della sua band. Ora, invece, Matt ha smesso di cantare così e imita alla perfezione James Hetfield, anche nel ripetere, tra una canzone e l'altra, i familiari "Fuck Yeah!!". Venendo al concerto vero e proprio, devo dire che comunque la proposta di questi 4 giovincelli (nessuno dei 4 supera i 25 anni d'età) si fa apprezzare ed è sufficiente a scaldare a dovere il pubblico. Come era lecito aspettarsi, tutti i brani, ad eccezione di "Pull Harder On The Strings Of Your Martyr" (cantata dal secondo chitarrista Cory Beaulieu), "A Gunshot To The Head Of Trepidation" e "Like Light To The Flies" sono estratti dall'ultimo album "The Crusade". Quindi si passa agevolmente da "Detonation" ad "Enter The Conflagration" passando per "Unrepentant" fino ad arrivare a quello che è stato uno degli highlights del lro show: "Anthem (We Are The Fire)" che ha fatto letteralmente urlare di gioia tutta la platea. L'elemento che più mi ha stupito di questa formazione è stato il bassista, Paolo Gregoletto che, oltre a muoversi esattamente alla stessa maniera di Jason Newsted, ha una voce veramente molto bella ed i suoi cori sono piuttosto ben riusciti. In generale, la prestazione che hanno tirato fuori i 4 è assolutamente ineccepibile sia tecnicamente che dal punto di vista dell'intrattenimento, ma sono i pezzi che risultano veramente troppo uguali alla band di San Francisco che li ha ispirati. Dal vivo guadagnano veramente tanto rispetto alla prova su disco, ma la pecca dell'originalità pesa troppo. Voto: 7.

Scaletta Trivium:
Intro
Entrance The Conflagration
Detonation
Like Light To The Flies
A Gunshot To The Head Of Trepidation
To The Rats
Unrepentant
Anthem (We Are The Fire)
Pull Harder To The Strings Of Your Martyr

Il momento clou della serata è, giustamente, quello per cui tutti hanno pagato il biglietto, vale a dire gli Iron Maiden. Coraggiosa da parte loro la scelta di riproporre per intero l'ultimo album che, a dire il vero, si rivela piuttosto piacevole ascoltato in questa sede. Si inizia quindi con l'opener di "A Matter Of Life And Death", ovvero "Different World" (come su disco anticipata da Nicko che urla "Harry!!", veramente un grande…), che manda letteralmente in delirio tutti quanti. Man mano che si va avanti con la scaletta, ci si accorge di come la band sia in palla, seppur con Adrian Smith che resterà praticamente un soprammobile per tutta la serata. I Maiden non perdono un colpo e si fermano solo dopo l'epica "The Longest Day" per salutare il pubblico italiano che, per contraccambiare, dedica loro cori e applausi per 3 minuti consecutivi, nei quali l'imbarazzo negli occhi di Dickinson è piuttosto evidente. Il cantante, a quel punto, altro non può fare se non sedersi comodamente sulle spie ed attendere. Si riparte con la seconda parte di "A Matter Of Life And Death" e, giunti al penultimo brano, si nota come stia iniziando un calo dell'attenzione, dovuto probabilmente all'eccessiva durata dei brani (in particolare "The Legacy") che risultano di difficile digestione in un contesto live. Conclusa a dovere la prima parte dello show, si passa ai classici (da qui in poi Dickinson urlerà per ben 13 volte la mitica "SCREAM FOR ME MILANO!!!"): si inizia con la celeberrima "Fear Of The Dark", qui riproposta in una veste del tutto simile a quella presente in "Live At Donington", con tanto di risata da parte di Bruce. Ed è qui che il pubblico va letteralmente in visibilio, tributando le giuste lodi al gruppo inglese. Come da copione segue "Iron Maiden", durante la quale tutti si aspettavano un'apparizione di Eddie nella sua canonica forma di pupazzo gigante che gira per il palco. Ma qui c'è una grossa sorpresa, in quanto, verso la fine del pezzo, dal piano rialzato della scenografia, si alza un enorme carro armato che, girandosi verso il pubblico, fa apparire proprio la mascotte degli Iron Maiden vestita a tema con elmetto e binocolo. Sicuramente una delle più belle apparizioni di sempre. A questo segue un break di 10 minuti che riporta i nostri sul palco per concludere in bellezza lo show di stasera. I tre cavalli di battaglia successivi raccontano tutto da sé, con "2 Minutes To Midnight" (preceduta da un bel siparietto di Bruce che chiede l'ora al pubblico e, quando gli viene risposto che sono le 11, dice "Eleven o' clock? No! This is the wrong answer! It's 2 minutes to midnight!!!"), "The Evil That Men Do" e la conclusiva "Hallowed Be Thy Name", durante la quale Eddie fa la sua comparsa nelle vesti di pupazzo alto parecchi metri e combatte con i vari membri del gruppo, in particolare con Janick Gers che giocherà con lui per l'intera durata della sua permanenza on-stage. Insomma, un concerto veramente indimenticabile per chi, come me, era la prima volta che li vedeva dal vivo. Voto: 10!!

Scaletta Iron Maiden:
Intro (Doctor Doctor degli UFO)
Different World
These Colours Don't Run
Brighter Than A Thousand Suns
The Pilgrim
The Longest Day
Out Of The Shadows
The Reincarnation Of Benjamin Breeg
For The Greater Good Of God
Lord Of Light
The Legacy
Fear Of The Dark
Iron Maiden
2 Minutes To Midnight
The Evil That Men Do
Hallowed Be Thy Name

Traendo le conclusioni della serata, devo ammettere che i supporter non si sono rivelati un granché, per i motivi elencati sopra, ma questo ha anche permesso di non oscurare la fama dei Maiden (e chi ci riuscirebbe?). Azzeccatissima e da applaudire, invece, la scelta da parte di Harris & Co. di riproporre dal vivo il complesso "A Matter Of Life And Death" che guadagna moltissimi punti. Insomma, chi ha detto, nei vari forum in giro per internet, che era contento di non aver preso i biglietti per questa serata a causa proprio dell'esecuzione integrale dell'ultimo album, ha fatto una grossa, enorme e colossale CAZZATA e spero la rimpiangerà per tutta la vita…

P.S.: Un grande grazie a tutti i miei compagni d'avventura, quindi ossequi a: mio padre, Mrk, Thunder, Gris & Griso. Alla prossima calata del metallo, saremo lì! Hell-Yeah!!








Homepage