FLYMIND + MARSHALL:
Beh, é certo che quella di giovedì scorso non sia stata fra le serate meglio
riuscite fra quelle organizzate
a "The Metal Place" (inoltre gli openers Flymind sono venuti meno per motivi
di salute), visto che i paganti
erano soltanto 68; il che già la dice abbastanza lunga sulla scarsa
popolarità di cui la band napoletana gode
quaggiù a Bari. E' altresì vero però che non può essere certo giudicata in
base a questo la performance live
della band, che provvederò immediatamente a descrivervi brevemente:
innanzitutto, non si può certo dire che
i nostri siano tecnicamente scarsi, anzi: la tecnica è l'unica cosa che non
manca al gruppo, ma la mia
(seppur breve) esperienza mi ha insegnato che una buona tecnica, se non
supportata da un songwriting all'altezza,
non serve a molto. In poche parole, questi ragazzi sapranno anche suonare in
modo eccellente i propri strumenti,
ma ci propongono un genere talmente trito che la tecnica di cui dispongono
non funge da rimedio alla noia che si
prova dopo dieci minuti di ascolto delle loro composizioni. Qualcuno allora
potrebbe obiettare: "E' una questione di
gusti"; alchè io potrei controbattere che se così fosse, non solo il locale
la scorsa settimana sarebbe stato
stracolmo di gente, ma sarebbero tutti rimasti sotto al palco per godersi lo
spettacolo, cosa anch questa
che non è avvenuta: in molti, infatti, dopo poco tempo dall'inizio del
concerto, hanno pensato bene di allontanarsi
dal palco perchè poco allettati dalla proposta musicale dei Marshall (per la
cronaca, il genere di cui la band é fautrice
é power-prog, ma attenzione alle influenze citate dalla band stessa, ovvero
Rush, Symphony X e Marillion,
perchè con queste formazioni non mi sembra che i Marshall abbiano molto in
comune).
In sostanza, il concerto non ha entusiasmato molto i presenti, me inclusa.
"L'unica differenza fra me e un pazzo consiste nel fatto che io non sono
pazzo", Salvador Dalì.