Recensione a cura di Paolo Grunja B

CICCIPEPPERS: La focosa serata di Giovedì termina con l'esibizione dei Ciccipeppers, Cover Band Barese dei Red Hot Chili Peppers. Devo ammettere che la band, composta da quattro simpatici musicanti, ha saputo riprodurre, con la giusta efficacia, il sound della band funk rock più conosciuta sulla terra. Soprattutto, i Ciccipeppers hanno nel loro mazzo la carta dell'(auto)ironia, che li consente di scherzare e di ridacchiare su qualsiasi cosa, persino su qualche canzone andata male (ammettere di non aver suonato bene una canzone davanti al pubblico e riderci sopra non è da tutti, anzi, dimostra una certa maturità). Queste incertezze, comunque, sono state sporadiche. Un altro fattore di successo, da riconoscere alla band, è stata la capacità di offrire un buon spettacolo nonostante tutte le avversità di quel giovedì particolarmente nero (3 concerti nello stesso giorno, il divieto di sosta generale a bari per pulizia delle strade, u'fridd ecc.): riuscire a superare tutte queste avversità è motivo di orgoglio.
Passiamo ai Ma: innanzi tutto, la band dovrebbe cercare di coinvolgere meglio il timido pubblico, titubante a partecipare all'allegria della band; il secondo "ma" è il compito ingrato che spetta a tutte le cover band: il rispetto dell'impatto visivo. Mentre una band che propone pezzi propri non ha vincoli al proprio comportamento sul palco, il pubblico di una cover band, a mio parere, si aspetta di vedere quasi un clone dei Red Hot Chili Peppers. Se dal lato tecnico non si può opporre nulla, in quanto i 4 ragazzi sanno suonare particolarmente bene e rendono fede alla band di Los Angeles, dal lato visivo ci si aspetta un certo movimento sul palco, soprattutto dal bassista, che ha l'ingrato compito di giocare il ruolo di quel pazzo di Flea. Comprendo, però, che al Pellicano, nell'angolino minuscolo riservato alla band, muoversi è un tantinello arduo. Ma non preoccupatevi, cari Ciccipeppers, l'esperienza live vi consentirà di offrire uno spettacolo sempre migliore, l'importante è tenere a mente che, a mio avviso, il pubblico cerca nei concerti lo spettacolo nella sua totalità, e soprattutto, tanto sano divertimento: l'obiettivo dev'essere quello di rimanere impressi nel cuore della gente, diventare i 4 mattacchioni baresi che suonano i Red Hot Chili Peppers, e che lo sanno fare maledettamente bene.








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