Recensione a cura di Paolo Grunja B

PERVERSE + PLASTER CASTERS: Cosa fare con tre euro? Andare al McDonalds? Nooo, sono contrario agli hamburgers assassini; Affittare una videocassetta porno? forse, ma la soddisfazione dura si e no una trentina di minuti, poi ci si scoccia; Andare al salottino? Fai la figura del maniaco sessuale, meglio spenderli il giovedì per entrare nel Nordwind, a trenta metri dal celebre cinema (che io conosco solo per sentito dire, hahahahaaa!! ahem...).
Alla faccia del pop, di Britney Spears, di Madonna ballerina quarantasettenne e dei truzzi che pensano che il Chaos Maximum è la bachata. Un'ulteriore dimostrazione che il sano, vecchio, classico Rock'n Roll sia ancora giovane, vivace, allegro e adatto in un periodaccio musicale invaso da tanta merda puzzolente.
Aprono le danze i Plaster Casters, inutile commentare una sensazione. Un rock ribelle, con i controcazzi, maledettamente divertente. Una band che ha un talento enorme e che, sperando bene, continuerà a crescere nei secoli, Amen. E' un peccato che la loro esibizione sia stata gravata da tutta una serie di problemi tecnici, soprattutto il bassista Steve ne ha visti di tutti i colori, la strumentazione lo ha tradito. Succede, porca troia. C'è stato anche un assaggio degli Inspiration JH, come non rimanere a bocca aperta??? Qualcosa di indimenticabile, reso ancora più indimenticabile da un lunga esibizione, condita da lunghi applausi. Scocca quasi la mezzanotte, e i Plaster Casters avevano ancora voglia di suonare, peccato che siano stati obbligati a lasciare il palco..... comunque bisogna tornare a loro concerti, anche perchè c'erano tre ragazze carine che ballavano in modo molto, MOLTO, sensuale (per non dire arrapante, cazzo, l'ho detto.... speriamo che non siano le fidanzate dei Plaster o che non appartengono a qualche cosca mafiosa.... ahem.. giovedì prossimo minimo riceverò un cappottone...). Però una nota negativa c'è: Mi dispiace per Simone, ottima voce, ma fisico flaccidino, la maglietta la poteva pure tenere addosso... Vabbè.
Mezzanotte passata, palco invaso da motociclisti, per l'esibizione dei Perverse. La loro musica richiama le highways statunitensi, le Harley con pupe vestite in pelle, i cauboi, i teschi di bufalo, i covoni di paglia che fluttuano nel deserto, i cactus, che cazzo ho fumato.... vabbè, concentriamoci sul loro sound, di alto livello, capace di scatenare il pubblico (c'è stato anche un accenno di pogo, ma niente di rissoso), sanno far muovere il corpo con un rock piuttosto maturo, più forte, più jack daniels tennessee whiskey. Eppure, qualcosa non andava. I chitarristi, seppure bravi e simpatici, erano penalizzati da volumi bassi, gli assoli si sentivano veramente poco, capivo la bravura solo dalle dita che si muovevano, associandolo al suono confuso che usciva dalle mega casse. Esame di maturità per il bassista, già militante nei ballbreaker con la chitarra, che suonava un quattro corde (erano quattro? boh, non ricordo....) leopardato (questo lo ricordo!!!) dal look pacchiano, oh, se a lui piace così, alla Dado di Zelig, cavoli suoi. Per concludere anche loro vengono promossi, anche se ci sono state delle pecchette (buona parte non per causa loro) che non l'hanno resa indimenticabile. Poi era tardissimo, quasi l'una, ed io l'indomani dovevo andare all'università.








Homepage