MACHULLO: Che i Machullo fossero una band non propriamente seria (c'è perfino chi
dubita che si tratti propriamente
di una band!) ormai lo si era intuito, ma che avessero anche al loro seguito
una massa di squilibrati non
se lo aspettava quasi nessuno! Eh sì, perchè durante i primi pezzi sul palco
non c'era la band, ma tre
psicotici, di cui due alle chitarre (GONFIABILI) ed una (eh sì, c'era pure
una ragazza, conciata da
punkabbestia!) che ha persino avuto l'ardire di salire sul palco suonando
uno stendino (???) per impersonare
il bassista Pepìto Anàl (e sinceramente, a questo punto, non so proprio chi
dei due sia messo peggio!).
In tutto questo, la banda suonava nascosta dietro un telo, mentre la
batteria era completamente nascosta
da un separè creato con una coperta della Carica dei 101! A coronare il
tutto, sul palco è scattata una rissa
(chiaramente fintissima, niente paura!) fra la stendinista ed uno dei
chitarristi! Ragazzi, che scena indimenticabile,
tutti si sono divertiti un casino! Dopo questo delirio (che fra l'altro è
continuato sotto il palco!), si sono finalmente
fatti vedere in faccia i tanto attesi Machullo, gli Elio e le Storie Tese
del metal estremo, che ci hanno deliziati
con una scaletta davvero molto varia e divertente, intervallando i pezzi con
filmati ed estrazioni di premi!
Inutile parlare dell'abbigliamento della band, davvero consono alla serata!
Anche il palco era spetacolare:
la facciata esterna del palco, le aste dei microfoni ed il polso di Joào
Cotequìnho Machujàto erano ricoperti
di carta stagnola, sul microfono di Pepìto Anàl c'era un teschio rivolto
verso il pubblico, le casse della batteria
erano coperte da una bandiera della Casa delle Libertà (chiaramente
rovesciata!) e dietro di essa erano situate
luci blu lampeggianti: allucinante!
Per quanto riguarda l'aspetto più propriamente "musicale" del concerto, di
certo non ci si poteva aspettare
un'esecuzione priva di sbavature, anche perchè riprodurre un suono il più
sporco possibile era lo scopo principale
della performance!
Una nota meritano anche i "testi" delle canzoni, come ad esempio "100's",
pezzo in cui man mano che la velocità
aumenta (10 all'ora, 20 all'ora, ecc), aumenta anche la velocità del brano
stesso, fino a raggiungere i cento all'ora;
e qui, chiaramente, scatta la canzoncina di "OK il prezzo è giusto", suonata
con una trombetta ed intonata da tutta
la band; il pezzo si chiude con la frase "A f'rnut la benzin" (che vuol dire
"Dubito fortemente che potremo procedere
oltre con una quantità talmente esigua di carburante all'interno del
serbatoio della nostra autovettura");
"Tu non sa c so J" ("Tu non sai chi sono io", frase solitamente pronunciata
da chi si crede di essere chissà chi per
incutere terrore al prossimo) si apre come un pezzo "spagnoleggiante", ma
poi si rivela per quello che è: delirio puro.
GG Gò" è dedicata a Keith Wild, chitarrista dei Warchild; il brano è chiuso
dal riff di "Back in black" e da una parodia
dell'estrazione di un DVD-premio che si verifica durante i concerti
organizzati dallo stesso Gigi..
"Cincillà" è un pezzo grind-brutal-crust dedicato ad un altro amico della
band, intervallato da frasi in dialetto tipiche
del suddetto personaggio.
In definitiva, lo spettacolo è stato davvero degno delle aspettative, anche
se, sinceramente, mi sarei aspettata un
po' più di caos da parte del pubblico, ma va benissimo così: del resto,
bisogna anche tenere presente che questo
era il primo concerto di una band sorta pochissimi mesi fa, e come prima
serata non credo proprio ci sia nulla di cui
lamentarsi! Grandi Machullo!