Recensione a cura di Lego Man 4.0

VIPER VENOM + KRONIUM: Bah, sarà da 10 minuti che son tornato a casa dal Nordwind, ma questa recensione va scritta con le orecchie ancora "calde" dopo il concerto di stasera!
Pub discretamente pieno, sul centinaio le persone, ecco che sul palco i Viper Venom sono pronti a iniziare: lo fanno con un loro brano, massiccio e molto lineare, e subito spicca la figura della cantante Miriam (capace di una presenza scenica a metà tra Angela Gossow e Christina Aguilera :P), che mi sorprende soprattutto per la sua voce davvero melodica, ma anche fottutamente potente e grintosa (finalmente...altro che tutte quelle cloni di Amy Lee) ...complimenti!
La scaletta prosegue tra diverse cover di mostri sacri come Metallica, Pantera, Judas Priest, Guns'n'Roses e Iron Maiden. Particolarmente riuscita "Aces High" di questi ultimi. Oltre Miriam, che vocalmente riesce ad arrampicarsi con buona sicurezza su questa montagna di cover, il resto della band lavora altrettanto bene, sa tenere il palco...tecnicamente mi sembra che vogliano fare un passo un pò più lungo della gamba, ma la sezione ritmica è sicura e quasi impeccabile (un consiglio per il bassista: se a "The Metal Place" vuoi che il basso si senta a sufficienza, devi raddoppiare il volume che al soundcheck GigiGomma ti dice di tenere :D ) e le chitarre spingono come si deve, nonostante abbiano dei suoni un pò "di plastica" (ZOOM rules!).
In generale i Viper Venom sono cresciuti spaventosamente dall'ultima volta che gli ho visti in concerto al Pellicano, e dal live di stasera ho intravisto i grandi margini di crescita che hanno davanti...ragazzi, fate un concerto in meno e una prova in più...mettetevi sotto coi pezzi vostri perchè siete forti!!!!

Con il palco riscaldato a puntino arriva il momento dei leccesi Kronium, dediti ad un death-metal moooooooolto tecnico, sconfinante spesso nel prog, ma non al punto di far storcere il naso. Arrivano, salgono, montano, fanno un casino della madonna, e in un baleno...hanno già finito! Un set brevissimo (più o meno mezz'ora) ma fin troppo intenso. Il cantante è un concentrato di aggressività (e complimentoni per la maglietta!), il chitarrista è inarrestabile, sforna come pane solos micidiali, il bassista trita tutto con una tecnica pazzesca e con un'altrettanto pazzesca strumentazione, e il batterista pesta selvaggiamente sulle pelli (e sui pedali) fino alla fine. In alcuni momenti tanto virtuosismo mi è parso un pò fine a sè stesso, ma i Kronium sono una band matura e conscia delle proprie scelte musicali; tutto sommato i brani sono ben equilibrati e mantengono comunque una potenza spaventosa, quindi...promossi anche loro!








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