UP THE IRONS:
Riapre la stagione Metal del Nordwind. Ritorna il consueto appuntamento con The Metal Place, ora maggiorato di 50 centesimi.
Se non fosse stato per il ragazzo di mia sorella, che vuole completare la sua vita con quest'altra esperienza, non avrei mai visto questo concerto degli iron maiden, o della cover band, perchè la differenza è minima.
I sei napoletani ricordano parecchio i Maiden, già. Il cantante è per l'80% Bruce Dickinson, con tanto di giacchetta jeans e basette alla rocker inglese, per il restante 20% ha un viso che ricorda molto Mario Merola. Molto somigliante è anche il bassista Harris, sia nello stile che nell'aspetto. Iamm ià.
L'esecuzione dei brani è perfetta: oltre a riprodurre lo stesso sound dei Maiden, propongono anche la stessa presenza scenica: bandiera dell'inghilterra svolazzante durante the trooper, chitarre all'insù o all'ingiù come Murray e Smith sanno agitare, scaletta di un tour degli Irons che non conosco (seventh son? brave new? boh, non sono appassionatissimo dei Maiden), tanto che alcuni Maideniani fedelissimi sapevano già la prossima canzone (alcuni sapevano a memoria pure l'intro di the number of the beast, e che cazzo!).
La serata è andata discretamente bene, se all'inizio del concerto il pogo aveva raggiunto un buon livello, con tanto di gente che mi cadeva ai piedi (non per ammirazione, ma per legge fisica), verso la fine non era rimasta tantissima gente, peccato. A me, la serata, è piaciuta. Stava quasi per scoppiare una rissa (e godevo come un riccio a vedere un metallaro che lanciava minacce di cazzotti) ma fortunatamente il pericolo è stato scansato dal buon senso. O dalla paura delle mazzate.
Posso ammettere che The Metal Place ha fatto centro anche stavolta. Non sono più riuscito a dormire, quella notte.
Cantavo Wrathchild.