Recensione a cura di Lego Man 4.0

WINGS OF REALITY + REALITY GREY: Una bella serata, quella di questo giovedì, il freddo bastardo sembra aver mollato un pò la presa e in giro non si vedono pinguini o orsi polari. Si vede però parecchia gente qui al Nordwind, c'è un'affluenza leggermente superiore alla media delle ultime volte.
Ad aprire le danze, ad un'orario da vampiri, ci pensano i Wings Of Reality, band dedita al prog ma molto influenzata dal metal più classico, e la dimostrazione sono lo le cover che propongono: "The Evil That Man Do" degli Iron Maiden (in un'inedita versione con tastiere!) e l'immortale "Master Of Puppets" (peccato per il guitar-solo, massacrato a più riprese). Tutto sommato sanno maneggiare gli strumenti, non c'è dubbio, ma la loro attitudine prog li rende inevitabilmente un pò antipatici...tra l'altro il batterista se ne sta a suonare sepolto vivo dietro una batteria mastodontica piena di piatti e percussioni aggiuntive (Portnoy insegna) in numero comunque eccessivo rispetto al suo livello di musicista.
Un'esibizione a lungo andare noiosa e non priva di sbavature, a partire dal cantante dal quale ogni tanto partiva qualche 'stecca'. I Wings Of Reality ne hanno di strada da fare.
Meglio tardi che mai, a risollevare la situazione ci pensano i Reality Grey e il loro death metal melodico dalle molte venature 'scandinave'. Tra pezzi nuovissimi e vecchie composizioni (più la cover di "Slaughtered" dei Pantera) la band ci dimostra quanto sia ormai matura, sia in fase di songwriting che sul palco. La batteria è precisa e trascinante, e altrettanto si può dire del basso; i due chitarristi sfoggiano notevoli virtuosismi sulla tastiera, sono loro i protagonisti...anche se a volte si sentono alcuni passaggi un pò sporchi a causa della presenza scenica, ma più che perdonabili! Il cantante urla con ogni goccio di energia che possiede, ma forse con una tecnica sbagliata, usando più la gola del diaframma e quindi sforzandosi al triplo..ciò non gli impedisce comunque di tenere testa alla macchina micidiale quale è la sua band.
L'unica pecca davvero seria che è venuta a galla durante il set è a livello di suoni...in certi momenti le chitarre e il basso si impastavano al punto che non si capiva più niente e venivamo investiti da onde sonore devastanti, ma senza forma. Tuttavia, a parte questi problemi risolvibili tramite un soundcheck più accurato, posso affermare che i Reality Grey ancora una volta ci hanno regalato un live al vetriolo puro!








Homepage