WINGS OF REALITY + REALITY GREY:
Una bella serata, quella di questo giovedì, il freddo bastardo sembra aver
mollato un pò la presa e in giro non si
vedono pinguini o orsi polari. Si vede però parecchia gente qui al Nordwind,
c'è un'affluenza leggermente superiore
alla media delle ultime volte.
Ad aprire le danze, ad un'orario da vampiri,
ci pensano i Wings Of Reality, band dedita
al prog ma molto influenzata dal metal più classico, e la dimostrazione sono
lo le cover che propongono:
"The Evil That Man Do" degli Iron Maiden (in un'inedita versione con
tastiere!) e l'immortale "Master Of Puppets"
(peccato per il guitar-solo, massacrato a più riprese).
Tutto sommato sanno maneggiare gli strumenti, non c'è dubbio, ma la loro
attitudine prog li rende inevitabilmente un
pò antipatici...tra l'altro il batterista se ne sta a suonare sepolto vivo
dietro una batteria mastodontica piena di piatti e
percussioni aggiuntive (Portnoy insegna) in numero comunque eccessivo
rispetto al suo livello di musicista.
Un'esibizione a lungo andare noiosa e non priva di sbavature, a partire dal
cantante dal quale ogni tanto partiva qualche
'stecca'. I Wings Of Reality ne hanno di strada da fare.
Meglio tardi che mai, a risollevare la situazione ci pensano i Reality Grey
e il loro death metal melodico dalle molte
venature 'scandinave'. Tra pezzi nuovissimi e vecchie composizioni (più la
cover di "Slaughtered" dei Pantera) la band ci
dimostra quanto sia ormai matura, sia in fase di songwriting che sul palco.
La batteria è precisa e trascinante, e altrettanto
si può dire del basso; i due chitarristi sfoggiano notevoli virtuosismi
sulla tastiera, sono loro i protagonisti...anche se a
volte si sentono alcuni passaggi un pò sporchi a causa della presenza
scenica, ma più che perdonabili! Il cantante urla con
ogni goccio di energia che possiede, ma forse con una tecnica sbagliata,
usando più la gola del diaframma e quindi
sforzandosi al triplo..ciò non gli impedisce comunque di tenere testa alla
macchina micidiale quale è la sua band.
L'unica pecca davvero seria che è venuta a galla durante il set è a livello
di suoni...in certi momenti le chitarre e il basso
si impastavano al punto che non si capiva più niente e venivamo investiti da
onde sonore devastanti, ma senza forma.
Tuttavia, a parte questi problemi risolvibili tramite un soundcheck più
accurato, posso affermare che i Reality Grey
ancora una volta ci hanno regalato un live al vetriolo puro!