CICCIPEPPERS + DOG HOUSE:
Devo riconoscere che la serata offerta venerdì dal Nordwind pub è stata una delle più divertenti a cui abbia partecipato. Mi sono divertito come un dannato, della serie: "vaffangul alla lira e a ci la cur, staseer m d'vert'c*".
Approfitto dello spazio concessomi per chiedere scusa ai Dog House se non saranno analizzati in questa recensione, ma non credo che un gruppo Rock Blues sia interessato all'opinione di un metallaro che evita il blues quando possibile (si lo so, sono immaturo e close minded); inoltre andrei pure "fuori tema**": mentre alcuni considerano la musica dei RHCP "funk metal" e quindi posso esaminare l'opus dei Ciccipeppers senza sfrasciare più di tanto, i Dog House propongono un sound che non si addice ai miei gusti, rischiando di essere poco obiettivo o addirittura ingiusto. Ma basta cazzate, in realtà dopo il concerto dei Ciccipeppers ero esausto e volevo tornare a casa. Le mie più sentite scuse.
Ricorderò questa serata nei secoli dei secoli amen anche perchè per la prima volta assisto ad un fenomeno in particolare: una crescita così evidente dall'ultimo spettacolo di questi 4 mattacchioni che narrano le gesta della band di Flea, Frusciante, Kiedis e Smith. Questa crescita, a mio parere, deriva da due fattori: 1) una maggiore cura per i dettagli dello spettacolo, da un punto di vista sia visivo che dialogico, oltre che musicale; 2) le possibilità offerte da un palco con la p minuscola (il palco del nordwind non sarà un 10 x 10, ma è comunque affidabile, nel suo piccolo).
La band barese ha proposto 14 brani (credo) della formazione funky più celebre al momento, i Red Hot Chili Peppers. Notevole l'esecuzione dei pezzi, effettuata con pochissime sbavature dai bravi Robez, Galron e Febo, e cantati dal carismatico e divertente singer Franky Fast. Se a questa buona capacità musicale tenessi conto la naturalezza con cui riescono ad affrontare gli onnipresenti imprevisti, posso ammettere che i Ciccipeppers sono degli ottimi animali da palcoscenico, capaci di rendere allegra, divertente e spensierata anche la serata più deprimente, alternando ad una fedele riproduzione dei RHCP momenti di comicità esilarante. Complimenti.
* Traduzione dall'idioma barese al Volgare quattrocentesco: Quant'è bella giovinezza, Che si fugge tuttavia! Chi vuol essere lieto, sia, di doman non c'è certezza (per eventuali lettori torinesi).
** So che non gliene può fregare a nessuno dei miei ricordi, ma l'espressione "fuori tema" mi ricorda un insufficiente che beccai alle medie. Compito di italiano: "parlami del tuo personaggio storico preferito". Tutti prepararono un tema su qualche celebre personaggio, io sulla Playstation. Giustamente, non è un personaggio storico, e beccai un votaccio con la firma della Prof. (che ho sempre tenuto sul cazzo), con dedica in penna rossa: "FUORI TEMA!!!!".